Borsa: timori su economia pesano su Europa, Milano maglia nera

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  Borse europee in frenata a metà giornata con l’indice d’area Stoxx 600 che perde l’1,41%. Milano resta la più bastonata dalle vendite: l’indice perde il 3,02% a 18.260 punti.

“Le preoccupazioni circa la crescita globale con la disfatta dei prezzi del petrolio e il rallentamento in Cina pesano sui titoli nel 2016”, sottolinea a Bloomberg Michael Ingram, market strategist di BGC Partners.

Tra le piazze del Vecchio Continente Londra cede l’1,12%, Parigi l’1,45%, Francoforte l’1,75%. Sul Ftse mib gravano le continue sospensioni dei bancari. Bpm è la peggiore e perde il 7,48%. In asta Mps, Mediobanca, Intesa. Tra gli altri titoli Telecom perde il 5,2%, anche Fca finisce in asta perdendo il 5,47 per cento. Seduta a parte per Saipem con le azioni che guadagnano l’1,82% e i diritti il 4,94 per cento.

 

Ancora una seduta da dimenticare per la Borsa di Shanghai che cede il 2,92%. A pesare, ancora una volta, le incertezze sulla tenuta dello yuan e l’onda lunga della gelata arrivata ieri dai dati sull’industria cinese, al settimo calo consecutivo. Forte corrente di vendite anche su Shenzhen che perde il 4,18 per cento.

Prese di beneficio sul mercato giapponese dopo la crescita della vigilia: la borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0,7% con l’indice Nikkei che scende a 17.041,45 punti.

Borse di Asia e Pacifico incerte dopo che la Fed che ha mantenuto invariati i tassi di interesse, ha espresso preoccupazione per lo stato dell’economia. A pesare sui mercati è sempre la Cina all’indomani del settimo calo consecutivo dell’industria cinese che si fa sentire su Shanghai con il listino che perde il 2,92 per cento. Il listini guardano anche al saliscendi del petrolio. Tra le Borse male anche Shenzhen (-4,18%). Poco mossa, invece, Hong Kong (-0,13%), in lieve rialzo Seul (+0,48%), Sidney (+0,60%) e debole Tokyo (-0,71%) alla vigilia di una serie di dati macro tra cui l’inflazione e la produzione industriale. “La Fed riconosce la realtà” e cioè “che la prospettiva è diventata più incerta e sta segnalando che ci possono essere meno rialzi dei tassi”, sottolinea a Bloomberg Shane Oliver della AMP Capital Investors a Sidney. Sul fronte europeo i futures sono in negativo. Tra i dati sensibili di giornata il pil in Gran Bretagna, la fiducia dei consumatori nell’Eurozona e l’inflazione in Germania.

 

  Borse europee in frenata a metà giornata con l’indice d’area Stoxx 600 che perde l’1,41%. Milano resta la più bastonata dalle vendite: l’indice perde il 3,02% a 18.260 punti.

“Le preoccupazioni circa la crescita globale con la disfatta dei prezzi del petrolio e il rallentamento in Cina pesano sui titoli nel 2016”, sottolinea a Bloomberg Michael Ingram, market strategist di BGC Partners.

Tra le piazze del Vecchio Continente Londra cede l’1,12%, Parigi l’1,45%, Francoforte l’1,75%. Sul Ftse mib gravano le continue sospensioni dei bancari. Bpm è la peggiore e perde il 7,48%. In asta Mps, Mediobanca, Intesa. Tra gli altri titoli Telecom perde il 5,2%, anche Fca finisce in asta perdendo il 5,47 per cento. Seduta a parte per Saipem con le azioni che guadagnano l’1,82% e i diritti il 4,94 per cento.

 

Ancora una seduta da dimenticare per la Borsa di Shanghai che cede il 2,92%. A pesare, ancora una volta, le incertezze sulla tenuta dello yuan e l’onda lunga della gelata arrivata ieri dai dati sull’industria cinese, al settimo calo consecutivo. Forte corrente di vendite anche su Shenzhen che perde il 4,18 per cento.

Prese di beneficio sul mercato giapponese dopo la crescita della vigilia: la borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0,7% con l’indice Nikkei che scende a 17.041,45 punti.

Borse di Asia e Pacifico incerte dopo che la Fed che ha mantenuto invariati i tassi di interesse, ha espresso preoccupazione per lo stato dell’economia. A pesare sui mercati è sempre la Cina all’indomani del settimo calo consecutivo dell’industria cinese che si fa sentire su Shanghai con il listino che perde il 2,92 per cento. Il listini guardano anche al saliscendi del petrolio. Tra le Borse male anche Shenzhen (-4,18%). Poco mossa, invece, Hong Kong (-0,13%), in lieve rialzo Seul (+0,48%), Sidney (+0,60%) e debole Tokyo (-0,71%) alla vigilia di una serie di dati macro tra cui l’inflazione e la produzione industriale. “La Fed riconosce la realtà” e cioè “che la prospettiva è diventata più incerta e sta segnalando che ci possono essere meno rialzi dei tassi”, sottolinea a Bloomberg Shane Oliver della AMP Capital Investors a Sidney. Sul fronte europeo i futures sono in negativo. Tra i dati sensibili di giornata il pil in Gran Bretagna, la fiducia dei consumatori nell’Eurozona e l’inflazione in Germania.