Borse, matrimonio tra Hong Kong e Shanghai

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A cura di Antonio Arricale Gemellaggio in vista per le Borse di Hong Kong e Shanghai, che intanto oggi hanno festeggiato l’avvicinarsi della data del collegamento – previsto per il prossimo A cura di Antonio Arricale Gemellaggio in vista per le Borse di Hong Kong e Shanghai, che intanto oggi hanno festeggiato l’avvicinarsi della data del collegamento – previsto per il prossimo 17 novembre – rispettivamente con una crescita dello 0,83% ed un balzo del 2,30. I due listini, infatti, hanno comunicato di aver ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie. Il collegamento tra le Borse di Hong Kong e di Shanghai segnerà una autentica rivoluzione culturale, secondo i più avveduti osservatori economici. Il progetto – denominato Shanghai-Hong Kong Stock Connect – offrirà un accesso senza precedenti agli investitori stranieri al mercato finanziario cinese. In altri termini, il collegamento dei due listini favorirà l’accesso alle azioni cinesi per gli operatori internazionali e contemporaneamente lo scambio di azioni di Hong Kong per gli investitori del continente. Secondo alcune stime, il progetto Shanghai-Hong Kong Stock Connect permetterà transazioni finanziarie di circa 4 miliardi di dollari al giorno nei due sensi. Da lunedì prossimo, dunque, sarà possibile a qualunque investitore (magari inizialmente soltanto ai più strutturati) fare quello che finora era possibile solo ai grandi operatori qualificati capaci di oltrepassare la grande muraglia delle autorizzazioni di Pechino. “Il lancio di Shanghai-Hong Kong Stock Connect rappresenta un passo avanti molto significativo nell’apertura dei mercati dei capitali della Cina sia per gli investitori nazionali sia per quelli internazionali, nonché una pietra miliare nella internazionalizzazione del Renminbi”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Borsa di Hong Kong, Charles Li. Borse asiatiche La Borsa di Tokyo ha chiuso la prima seduta della settimana in territorio negativo in scia al rafforzamento dello yen sul dollaro e alla prese di beneficio dopo i rally messi a segno dopo il maxi allentamento monetario della Bank of Japan. L’indice Nikkei ha così lasciato sul parterre lo 0,59% a 16.780,04 punti. Borsa Usa Chiusura contrastata per Wall Street, la settimana scorsa. L’indice Dow Jones ha terminato la seduta mostrando un progresso dello 0,11% a 17.573,93 punti, l’S&P500 ha guadagnato lo 0,03% a 2.031,92 punti mentre il Nasdaq ha perso lo 0,13% a 4.632,53 punti. Europa Le Borse europee partono miste nella prima seduta della nuova settimana. L’ottava scorsa è stata appesantita dalle indicazioni contrastanti dal mercato del lavoro statunitense e dalle tensioni sull’asse Mosca-Kiev. Ad ottobre il tasso di disoccupazione a stelle e strisce, infatti, si è confermato sui minimi dal luglio del 2008 passando dal 5,9 al 5,8% mentre il saldo delle buste paga statunitensi nei settori non agricoli (non-farm payrolls) ha evidenziato un incremento di 214 mila unità, circa 20 mila in meno rispetto alle stime. Peggio del previsto anche un altro indicatore chiave, quello relativo i salari orari, cresciuti nel mese di appena 0,1% (consenso +0,2%). Maglia nera per l’Ibex, in calo dell’1,32% a 10.126,3 punti, e rosso dello 0,91 e dello 0,89 per cento per Dax e Cac40 che si sono rispettivamente fermati a 9.291,83 e 4.189,89 punti. Sopra la parità il listino della City, il il Ftse100, salito dello 0,25% a 6.567,24 punti grazie alle performance positive dei titoli legati alle mate rie prime (+4,93% per Fresnillo, +2,41% di Rio Tinto, +2,67% per Anglo American e +2,95% di BHP Billiton). Italia Partenza all’insegna dell’ottimismo a Piazza Affari nella seduta che riapre le contrattazioni dopo la pausa del fine settimana e una chiusura d’ottava in rosso appesantita dalla debolezza generalizzata del settore bancario. L’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,99% a quota 19.095 punti, venerdì scorso, dopo essere sceso sotto la soglia dei 19mila punti. A zavorrare il listino milanese sono state le banche appesantite dai timori di un rallentamento dei prestiti a livello europeo. A pagare maggiormente dazio è stata Unicredit con un calo del 3,34% a quota 5,50 euro. Molto male anche Bper (-3,23%) e Banco Popolare (-2,89%). Settimana prossima entrerà nel vivo la stagione delle trimestrali per le banche italiane. Giornata difficile, venerdì scorso, anche per Enel (-2,75% a quota 3,822 euro) che ha siglato un accordo per la cessione delle partecipazioni possedute da Enel Produzione nel capitale di Se Hydropower e Sf Energy per un corrispettivo di 400 milioni di euro. Reazione negativa ai riscontri trimestrali per Telecom Italia (-1,54% a 0,8655 euro) che, dopo un avvio promettente, ha chiuso in calo dell’1% a quota euro. L’ultima seduta dell’ottava ha invece visto fitti acquisti su Saipem (+4,95%) e Autogrill (+2,34%). Oggi gli analisti di Banca Akros hanno alzato la loro raccomandazione su Autogrill portandola da hold a buy.


I dati macro attesi oggi Lunedì 10 novembre 2014 02:30 CINA Inflazione ott; 02:30 CINA Indice prezzi produzione ott; 10:00 ITA Produzione industriale set; 10:30 EUR Indice Sentix (fiducia investitori) nov.