Boss Graviano intercettato in cella: “Berlusconi mi chiese questa cortesia…”

33

Palermo, 9 giu. (AdnKronos) – “Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo è stata l’urgenza di… come mai questo qua, poi che successe, ero convinto che Berlusconi vinceva le elezioni in Sicilia, Berlusconi…”. E’ quanto dice, senza sapere di essere intercettato, il boss Giuseppe Graviano, detenuto in carcere a un altro detenuto, Umberto Adinolfi, il 10 aprile del 2016. Gli atti delle intercettazioni sono adesso finiti nel dibattimento per la trattativa tra Stato e mafia. “Lui voleva scendere – dice ancora Graviano al suo interlocutore – però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa…”.

Le intercettazioni, come annunciato dal pm Vittorio Teresi all’inizio dell’udienza di oggi, sono state registrate “durante le due ore di socialità” nel carcere di Ascoli “tra il marzo 2016 all’aprile 2017”. Intercettazioni che sono state trascritte con alcuni omissis. “Questa attività di deposito – dice Teresi –  deve essere completata da supporti audio che stiamo predisponendo”. Adinolfi è il boss di San Marzano sul Sarno, soprannominato ‘a scamarda. Il pm Teresi ha anche chiesto l’audizione in aula del Boss Giuseppe Graviano. 

“…Poi nel 1993 ci sono state altre stragi ma no che era la mafia, la mafia, iddi ricinu (loro dicono ndr) che era la mafia, allora che fa il governo senza, ha deciso di allentare il 41bis, poi c’è la situazione che hanno levato pure i 450…”, dice ancora Graviano, senza sapere di essere ascoltato, parlando con Adinolfi il 22 gennaio del 2016 delle stragi mafiose.