Boxe, De Carolis riparte da Roma: “Pronto a rimettermi in gioco”

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Roma, 27 lug. (AdnKronos) – “Rimettermi in gioco con Polyakov a Roma, nella cornice del Centrale del tennis al Foro Italico, è qualcosa di emozionante. Ho due obiettivi: tornare a combattere ad alti livelli e aiutare questo sport a trovare lo spazio che merita in Italia”. E’ carico e pronto alla sfida valida per il campionato internazionale WBA dei pesi super-medi in programma il 24 luglio, Giovanni De Carolis, il pugile romano che ritorna sul ring per riprendere il cammino verso la cintura di campione persa lo scorso novembre contro il tedesco Tyron Zeuge.

“Dopo la sconfitta di Potsdam ho dovuto riflettere su quello che non andava. E’ passato parecchio tempo, sono andato in Australia facendo un po’ di sparring, mi sono messo alla prova continuamente, ho sentito questa scintilla che ancora mi si accende in petto e mi dice di continuare -prosegue l’ex campione mondiale all’Adnkronos durante una pausa dei suoi allenamenti nella palestra Team Boxe all’Eur-. E’ da tanto tempo che non combatto in Italia e farlo con la cornice del Centrale è una emozione all’ennesima potenza”.

L’avversario di De Carolis è il coriaceo russo, naturalizzato ucraino, Viktor Polyakov. “Si tratta di un pugile che nasconde molte insidie, ha debuttato nel 2006, ha fatto 10 match di livello negli Usa, è tornato in Europa perdendo una sola volta in Germania e poi vincendo in Polonia contro un quotato avversario dei medio massimi. E’ un avversario duro, scuola dell’Est: pugni pesanti, roccioso. Un match accattivante sotto il punto di vista tecnico e fisico”.

Professionista dal 2007, De Carolis ha risalito la china con fatica e sudore arrivando alla conquista del titolo mondiale dei super-medi WBA il 9 gennaio 2016 quando a Offenburg, in Germania, ha avuto la meglio su Vincent Feigenbutz portando in Italia il 35esimo titolo mondiale, il primo dopo 7 anni di assenza. “Ho vinto nel centenario del pugilato italiano ed è stato motivo di grande orgoglio per me, da ragazzo non avrei mai immaginato di poter portare un titolo mondiale in Italia. Non ho mai cercato il protagonismo -spiega il pugile classe 1984-, sono entrato in palestra perché ero curioso, mi piaceva questo sport, lo facevo perché mi faceva sentire meglio. Non ero quello che si sul dire ‘un talento nato’, da cosa è nata cosa e, passo dopo passo, incontro dopo incontro, alla fine sono arrivato al titolo mondiale”.

“Il mio primo incontro da professionista risale al 2007 ma, come dice il mio maestro, se il Giovanni di oggi incontrasse il Giovanni esordiente vincerebbe tranquillamente: gli anni passano ma l’esperienza ti aiuta tantissimo. Come fisicità col preparatore riusciamo a mantenere alti i livelli, quello che è cambiato è la consapevolezza di poter combattere per un mondiale: ho fatto uscire fuori la mia personalità, un qualcosa che mi mancava a inizio carriera. Oggi ho le spalle larghe, ho molta fiducia in più nei miei mezzi ed è questa la caratteristica fondamentale di un combattente”.

Tra le cose più difficili per un campione c’è il sapersi rialzare dopo una sconfitta, e De Carolis è già virtualmente a centro ring pronto a ripartire. “I campioni si riconoscono nelle difficoltà e nelle situazioni difficili; ci sono tante occasioni per dimostrare quanto si vale sportivamente ma quello che è più difficile è mostrare il proprio valore caratterialmente, quando conta per davvero”.

“Nel pugilato ci sono tanti modelli da prendere ad esempio, io provo a rubare con gli occhi un po’ a tutti. Attualmente nel panorama mondiale mi piace molto Gennadij Golovkin per il basso profilo e i fatti sul ring. Poi c’è Saul Alvarez, Andre Ward e Sergey Kovalev”, aggiunge De Carolis. Per preparare il match del 24 contro Polyakov, De Carolis è al lavoro già da tempo. “L’importante è come ti alleni, il sacrificio ci deve essere così come la testa nel sapere quando spingere e quando riposare, altrimenti si rischia di fare troppo per niente. La preparazione è sempre meticolosa, lavoriamo con tanti sparring, facciamo tanto lavoro atletico e tecnico cercando di aggiustare quello che non funziona: agilità, tenuta, resistenza ai colpi, potenza. Assieme ai maestri, al preparatore atletico e al nutrizionista si butta giù uno schema: parliamo di una preparazione tra le 8 e le 12 settimane”.

Ma quando si sale sul ring, nonostante l’adrenalina e la fatica, la cosa più importante è riuscire a mantenere equilibrio e lucidità. “Testa e cuore devono essere ben equilibrate, solo il cuore potrebbe essere sintomo di temerarietà e a volte di errore. Solo testa invece potrebbe non far spingere al limite. Entrambe le cose devono coesistere in un’unica persona”. Intanto cresce la febbre per l’incontro del 24 che vedrà De Carolis tornare a Roma dopo due anni di assenza: in meno di una settimana dall’inizio della prevendita sono stati venduti quasi mille tagliandi, in prevalenza nei settori del parterre numerato e della tribuna alta. I biglietti sono in vendita presso il Box Office Lazio.