Bps, Punzo: Il giudice ci dà ragione. Replica Pontecorvo: Banca in sicurezza

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Sospese le delibere della Bps, iI Tribunale di Napoli dà ragione agli azionisti di matrice Cis. Lo si apprende da una nota diffusa ieri dal distretto guidato da Gianni Punzo che preannuncia difficoltà sulla strada del progetto bancario di Carlo Pontecorvo facendo sapere che “il Tribunale delle Imprese ha dato due stop perentori”. Il gruppo di Punzo fa il punto della situazione: “Il 22 luglio scorso l’assemblea di Bps, con una risicata maggioranza, aveva deliberato la riduzione del capitale portando il valore delle singoli azioni da 500 euro a 280 e introdotto nello statuto clausole volte a consentire ad una minoranza assoluta di portare avanti il processo di trasformazione, limitando o impedendo di fatto ai soci il diritto di recesso». Poi “il 28 novembre scorso alle 8 del mattino, l’attuale cda, alla presenza di appena il 10% dei soci, ha trasformato la Popolare in Spa, impedendo il recesso dei soci a 280 euro e dando la possibilità, a chi volesse uscire, di vendere le proprie azioni ad 80 euro a prezzi di saldo”. A fronte di ciò, “i soci della Bps ap partenenti al distretto di Noia, si sono opposti con forza impugnando tutte le delibere, con l’assistenza del professor Francesco Fimmanò”. Dunque il verdetto giunto martedì scorso: “Il giudice Rosario Caiazzo ha sospeso la delibera di trasformazione nella parte in cui costringeva al recesso a 80 euro fissando una nuova udienza per il 4 febbraio. Contemporaneamente il giudice Roberto Rustichelli dello stesso Tribunale ha imposto al cda della Bps di convocare l’assemblea della banca per sottoporre ai soci la modifica della delibera del 22 luglio”. Sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno la replica del presidente di Bps, Carlo Pontecorvo: «Sono sconcertato. Innanzitutto non siamo di fronte ad alcuna bocciatura ma semplicemente alla richiesta di rivalutare alcune decisioni. E posso annunciare sin d’ora che ne discuteremo già nel cda convocato per il giorno 26». Il patron di Ferrarelle annuncia che “II 4 gennaio la nuova spa è stata iscritta al Registro delle imprese; Bankitalia ha autorizzato lo statuto che sancisce la trasformazione da popolare in società per azioni, scrivendo nero su bianco che le modifiche pro poste non violano i principi di sana e prudente gestione; l’aumento di capitale da 30 milioni è stato deliberato e ora il prospetto che deve essere valutato dalla Consob è in fase di preparazione”. E conclude: “Certe polemiche non cancelleranno mai il fatto che noi abbiamo messo in sicurezza la banca. E questo è innegabile”.