Braccialetti-spia mai in Italia

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Roma, 2 feb.(AdnKronos) – “Ad Amazon ho spiegato che gli unici braccialetti che facciamo in questo paese sono quelli che produce la nostra gioielleria e sono bellissimi. Gli ho spiegato, e loro del resto hanno capito, che una cosa come quella che non è in uso ma è è stata brevettata, in Italia non ci sarà mai”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda al termine dell’incontro al dicastero di Via Molise con Amazon, il colosso dell’e-commerce finito nella bufera per i brevetti per la produzione di bracciali elettronici in grado di monitorare i movimenti dei suoi dipendenti.

Con Amazon, ha poi aggiunto, ”abbiamo fatto un punto sui nuovi investimenti, di cui siamo contenti a patto che la cura principale sia quella della qualità del lavoro e del personale. Su questo loro hanno dato un impegno e credo che anche l’incontro con Poletti per far ripartire il dialogo con i sindacati sia importante”. Il colloquio fa seguito infatti a quello che la delegazione del colosso dell’e-commerce ha avuto questa mattina al ministero del Lavoro.

No comment intanto da Amazon sul caso. “Non rilasciamo commenti relativamente ai brevetti – scrive il colosso dell’ecommerce in una nota -. In Amazon siamo attenti a garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra priorità”. “Le speculazioni riguardo l’utilizzo di questo brevetto – sottolinea Elena Cottini, Pr Manager Operations di Amazon Italia – sono fuorvianti. Ogni giorno, in aziende in tutto il mondo, i dipendenti utilizzano scanner palmari per il controllo dell’inventario e per spedire gli ordini”.

“Questa idea – continua -, se e quando dovesse essere implementata in futuro” verrà sviluppata “nel pieno rispetto delle leggi e delle norme, con il solo obiettivo di migliorare il lavoro di ogni giorno dei nostri dipendenti nei centri di distribuzione. Muovendo le attrezzature verso i polsi dei dipendenti, le mani vengono liberate dall’utilizzo degli scanner e gli occhi non devono più guardare lo schermo. Tutte le tecnologie che abbiamo implementato fino a oggi hanno contribuito al miglioramento delle condizioni di lavoro nei nostri centri di distribuzione”, ribadisce Cottini.

Sul caso è intervenuto oggi anche il presidente dell’Autorità garante della privacy Antonello Soro. Il bracciale elettronico per i lavoratori di Amazon ”sarebbe in contrasto con l’ordinamento in materia di protezione dati non solo in Italia – ha detto parlando a Radio Radicale – ma anche in Europa. Penso e spero – ha aggiunto – che questa idea verrà rimessa in discussione”.