Le associazioni di categoria Afat Federalberghi Campi Flegrei, Cesi, Confcommercio Pozzuoli, Cna Campania Nord Area Flegrea, Confesercenti Campania, Unimpresa Pozzuoli, Unimpresa Campania e Abbac chiedono la dichiarazione dello stato di crisi economica per la città di Pozzuoli e per l’area flegrea e l’adozione di misure urgenti e straordinarie a sostegno delle imprese colpite dall’emergenza bradisismica.
La richiesta è stata rappresentata al Ministero del Turismo, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al presidente della Regione Campania, in vista di un imminente incontro, durante il quale sarà affrontata la situazione economica e sociale del tessuto produttivo dell’area.
Un’emergenza che dal rischio sismico è diventata economica
Le associazioni sottolineano la gravissima situazione economica e sociale che sta interessando le imprese della città di Pozzuoli e dell’intera area flegrea a causa del perdurare del fenomeno bradisismico e, in particolare, del violento evento sismico del 31 luglio 2026, considerato un ulteriore e drammatico aggravamento di una crisi già in corso.
Il fenomeno bradisismico interessa il territorio flegreo in maniera grave ormai dal 2023, ma secondo le organizzazioni firmatarie gli ultimi eventi hanno rappresentato un definitivo punto di svolta. L’intensificarsi dell’attività sismica ha alimentato un diffuso clima di paura, incertezza e sfiducia tra cittadini, visitatori e operatori economici, con conseguenze sempre più pesanti sul sistema produttivo locale.
Le imprese registrano quotidianamente cancellazioni di prenotazioni, drastici cali di fatturato, riduzione dei consumi e diminuzione delle presenze turistiche, mentre aumentano le difficoltà nel sostenere i costi di gestione.
Molte attività, sottolineano le associazioni, rischiano concretamente la chiusura definitiva, con gravi ripercussioni sui livelli occupazionali e sul tessuto sociale e con il pericolo di una progressiva desertificazione economica del territorio.
La situazione più critica nella zona ristretta di intervento
Particolarmente grave è la situazione nella cosiddetta “zona ristretta di intervento”, individuata dalla Protezione Civile all’interno della zona rossa sismica.
In quest’area numerose imprese hanno già dovuto sospendere o cessare la propria attività a causa dell’inagibilità degli immobili. Quelle che sono ancora operative stanno invece subendo pesanti perdite economiche, determinate sia dalla diffusa percezione di insicurezza sia dalle limitazioni alla viabilità conseguenti alla chiusura di numerose strade.
La crisi, però, non riguarda esclusivamente la zona maggiormente interessata dagli effetti del fenomeno bradisismico. Anche nel restante territorio flegreo, dove i danni strutturali risultano meno evidenti, si registra infatti un significativo rallentamento dell’economia, accompagnato da una sensibile contrazione delle presenze e degli incassi.
Le associazioni: servono interventi immediati e straordinari
Secondo le associazioni firmatarie, quella che inizialmente appariva come una emergenza legata prevalentemente al rischio sismico si è ormai trasformata in una vera e propria emergenza economica e sociale.
Per questo, nel corso dell’incontro con le istituzioni, saranno sottoposte le misure concordate ritenute necessarie per salvaguardare l’economia locale e, con essa, i livelli occupazionali.
L’obiettivo è evitare che alla crisi provocata dal bradisismo possa seguire una altrettanto grave crisi socioeconomica, con effetti duraturi sulle imprese, sull’occupazione e sull’intero territorio flegreo.





































