Brevi istruzioni per le metropoli del futuro

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Andrebbe scritto “trattare con grande cura” accanto al disegno delle città metropolitane che fa bella mostra di sé nelle vetrine del Bazar delle Follie. L’avvio in Italia delle amministrazioni metropolitane coincide con l’esplosione dell’urbanizzazione nel mondo. Oggi più del 50 per cento dell’umanità vive nelle città. A metà secolo, sostengono gli economisti della Banca Mondiale, i due terzi della popolazione si concentreranno nelle regioni metropolitane. Da qui in avanti il destino delle città, anzitutto di quelle metropolitane, determinerà il successo o il fallimento delle politiche messe in campo per sostenere l’imprenditorialità, l’innovazione, il lavoro, l’ambiente e l’inclusione sociale. È bene allora chiedersi quali dovrebbero essere i segni distintivi delle metropoli. Anzitutto, la capacità di collegare le comunità territoriali con un cordone ombelicale sia virtuale (le infostrutture digitali) che fisico (le nuove infrastrutture della mobilità urbana e metropolitana). Le città metropolitane sono anche un crocevia degli scambi internazionali tra imprenditori, come dimostrano le recenti acquisizioni di imprese estere da parte della nostra imprenditoria, e viceversa. Esse sono poi la culla delle università del 21esimo secolo, quelle che vedono in veste di protagonisti gli imprenditori affinché la metropoli diventi il fulcro della nuova imprenditorialità trainata dalla conoscenza. In un paese come il nostro che giustamente si vanta delle proprie eccellenze manifatturiere, la fondazione di “alte scuole” internazionali nel vasto campo dell’Internet delle cose darebbe un segno davvero distintivo alle nascenti città metropolitane. Vi convergerebbero i giovani talenti della generazione digitale impegnati a progettare le fabbriche della manifattura avanzata. L’Internet delle cose, come viene definito il connubio tra realtà fisica e realtà virtuale, estende i suoi confini oltre l’industria. Non provvede soltanto alla progettazione e produzione di oggetti. È ormai Internet di qualsiasi cosa. Sensori a basso costo, software più intelligenti e crescente potenza delle trasmissioni in rete aprono le porte al risparmio energetico, al trasporto veloce e sicuro, alla sanità a domicilio e a tante altre innovazioni con cui non possono perdere l’appuntamento, pena il fallimento, le città metropolitane. Per muovere e far interagire più velocemente persone e cose, vanno rifondati gli aeroporti delle città metropolitane che devono calarsi nella realtà delle “aerotropoli”, aeroporti che sono nodi dell’attività economica, operativi 24 ore per sette giorni della settimana, in grado di servire i tanti clienti sparsi per il mondo e non solo quelli della porta accanto. Le “aerotropoli” delle città metropolitane sono ciò che furono i porti dal 16mo al 18mo secolo: infrastrutture che hanno segnato il progresso o il declino delle comunità urbane. Altrettanto rilevante appare l’opera d’innovazione amministrativa delle città metropolitane che i Sindaci sono chiamati a mettere in scena. Ottimizzare l’uso delle risorse pubbliche asciugandone i costi con la spugna assorbente dell’effetto metropolitano è il compito di scrittura più arduo nell’opera creativa dei primi cittadini. Guai se il percorso metropolitano sboccasse in sentieri dettate dalle tante agende della politica locale che reclamano risorse ridondanti, funzioni e compiti di governo duplicati.