Brexit, braccio di ferro tra Gran Bretagna e Scozia

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Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo nel giorno dell’avvio formale dell’iter della Brexit. Il Ftse Mib di Piazza Affari registra al momento +0.11%, il Dax30 di Francoforte lo 0,55%, il Cac40 di Parigi lo 0,32% e il Ftse100 di Londra lo 0,11%.

Oggi la premier britannica Theresa May firmerà la lettera per la notifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona per sancire l’avvio dei colloqui per il divorzio dall’Unione europea. Contestualmente la Scozia avvia il cammino per uscire dalla Gran Bretagna. Con 69 voti a 59, il parlamento di Edimburgo ha infatti approvato la richiesta del proprio governo di indire un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito.

Come riferisce il corrispondente dell’Espresso Enrico Franceschini: “Si profila così un drammatico braccio di ferro legale e costituzionale fra Gran Bretagna e Scozia. In teoria il governo centrale può rifiutare l’autorizzazione a organizzare un referendum. In pratica, facendolo, sconfesserebbe due decenni di devolution che hanno aiutato a tenere insieme il Paese. E la miccia di tutto è stata naturalmente la Brexit: perché a livello nazionale, nel referendum di nove mesi fa, ha vinto il no alla Ue, sia pure di misura, 52 a 48 per cento, ma in Scozia ha vinto nettamente il sì all’Europa, 62 a 38 per cento. E questa contraddizione, fra quello che vuole il centro e quello che vuole una regione, sta rivelandosi insanabile”.

Intanto, dopo il positivo martedì di Wall Street (ieri la Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo grazie al dato sulla fiducia dei consumatori ai massimi da dicembre 2000: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,73%, l’S&P 500 lo 0,73% e il Nasdaq Composite lo 0,60%) l’andamento rialzista è proseguito complessivamente anche alla riapertura degli scambi in Asia.

Tra i principali indici della regione, però, l’unica voce fuori dal coro è quella di Tokyo, anche se per una volta il fattore ribassista non è valutario: oltre tre quarti dei componenti del Topix, infatti, scambiano ex-dividendi. Il Nikkei 225, dopo essersi mosso in negativo seppure intorno alla parità per tutta la seduta, vira in positivo proprio in chiusura, guadagnando lo 0,08% (nessun recupero invece per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,30%).

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso dopo il progresso dello 0,50% di martedì, mentre per quanto riguarda le materie prime l’oro perde lo 0,20% a fronte dell’incremento intorno allo 0,40% del petrolio.

A Sydney le perfomance migliori sono quelle dei titoli finanziari e l’S&P ASX 200 chiude in progresso dello 0,90% con il guadagno più deciso tra i principali indici della regione. Più moderato l’apprezzamento di Seoul, con la crescita intorno allo 0,20% del Kospi.

Hong Kong rimane allineata alla tendenza complessiva: l’Hang Seng chiude a +0.63%.

IL CALENDARIO DI OGGI
Mercoledì 29 Marzo 2017

15:20 USA Intervento Evans (FOMC, Fed);
16:00 USA Indice Pending Home Sales (mercato immobiliare residenziale) feb;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati