Brucellosi bufalina, procede la battaglia degli allevatori campani

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“E’ assolutamente sbagliato derubricare il tema della brucellosi bufalina in Campania alla dialettica pro-vax e no-vax ed è intanto pretestuoso, perché falso, asserire che nel caso di capi vaccinati i produttori di mozzarella sarebbero costretti a segnalarlo sulle confezioni. La battaglia degli allevatori bufalini casertani, che sosteniamo senza se e senza ma, parte da una più complessiva e severa critica al piano di eradicazione regionale, calato in violazione delle norme europee e nazionali, che ha portato solo all’abbattimento ingiustificato di decine di migliaia di capi con sospetta brucellosi, poi rivelatisi sani, alla loro svendita alle multinazionali delle carni e alla chiusura di centinaia di allevamenti”.
Così in una nota Copagri Campania.
“Al pari degli allevatori casertani – aggiunge Copagri – rivendichiamo solo e semplicemente l’attuazione delle norme europee sull’autoregolamentazione, sul ricorso a procedure diagnostiche inconfutabili, sul diritto alla controperizia prima degli abbattimenti, sul ricorso, laddove suggerito o previsto per legge, al vaccino”.
“Rivendichiamo – conclude per la Copagri – il diritto di sederci ad un tavolo con i diversi livelli istituzionali per un confronto, serrato quanto si vuole, ma risolutivo, una volta e per tutte, di una vertenza che arricchisce pochi e distrugge un’intera comunità di allevatori che si batte per la legalità, per la tutela delle imprese e la difesa dei consumatori”