Brucellosi, Confagricoltura: No a nuovo programma regionale campano di eradicazione

97

Misure calate dall’alto, coercitive, impossibili da attuare e assunte senza alcuna consapevolezza delle dinamiche della filiera bufalina e dell’attività imprenditoriale.

E’ durissimo il giudizio di Confagricoltura Caserta guidata da Raffaele Puoti sulla proposta del nuovo Programma obbligatorio di eradicazione delle malattie sanitarie della Bufala Mediterranea Italiana in Regione Campania elaborata dalla giunta De Luca.

In una lettera indirizzata al governatore campano, all’assessore all’Agricoltura Nicola Caputo e ai direttori generali dei dipartimenti competenti dei ministeri della Salute e dell’Agricoltura, il presidente Puoti boccia il documento e lancia l’allarme sui tempi lunghi per l’applicazione delle misure “tipico di chi non intende risolvere il problema” e sul mantenimento di procedure inefficienti e inefficaci.

Le stesse procedure di diagnosi, abbattimento e smaltimento delle bufale con sospetta brucellosi  varate nel 2019 e che il 16 aprile scorso Confagricoltura era tornata a bocciare, puntando l’indice sulle decine di migliaia di  capi con sospetta brucellosi ma poi rilevati sani e chiedendo un nuovo piano che puntasse, in coerenza con le disapplicate norme europee e nazionali, sulla profilassi indiretta e il ricorso dal vaccino RB51 previsto dal Centro di Referenza Nazionale delle Brucellosi. Per Puoti “si farebbe prima a scrivere che bisogna chiudere gli allevamenti”.