Bruno Canetti, Governatore del Distretto 108 Ya Lions International: cultura e armonia per il nuovo anno

in foto Bruno Canetti

di Bianca Desideri

All’interno dei Lions Clubs International, la crescita di una comunità si nutre tanto di legami materiali quanto di valori culturali e umani condivisi. Il professor Bruno Canetti, eletto Governatore del Distretto 108 Ya (Basilicata, Calabria, Campania) per l’anno sociale 2026 – 2027, ha voluto imprimere una forte spinta ideale al nuovo anno sociale, sotto il segno del motto programmatico: “Inclusione e Competenza. La forza del cambiamento”. Abbiamo incontrato il Governatore per parlare del suo programma con particolare attenzione alla cultura e ai pilastri base del suo mandato quali l’armonia, l’unità e spirito di squadra, arricchiti anche dalla visione globale che lega la cultura allo sport, alla salute e al benessere complessivo della persona.

Governatore Canetti, nel delineare le linee guida del suo mandato, ha scelto anche un tema forte: “La Cultura come bussola: i Lions guida del territorio”. Perché questa centralità attribuita alla cultura?

Ho ritenuto importante mettere la cultura al centro perché essa non costituisce un elemento accessorio o decorativo del nostro agire, ma ne rappresenta il fondamento imprescindibile. Cultura significa conoscenza, memoria storica, identità e, soprattutto, capacità di dialogare per leggere il presente e orientare il futuro. Rimettere la cultura al centro significa contrastare la povertà educativa, valorizzare le radici dei nostri territori e promuovere il dialogo tra le generazioni. È un’energia viva che rende il nostro servizio più consapevole, duraturo e profondamente radicato nell’anima delle comunità.

Nel logo del distretto compare la Sirena Partenope, simbolo identitario e di accoglienza. In che modo questa figura ispira la programmazione culturale e l’impegno dei Club?

Partenope incarna magnificamente i valori dell’accoglienza e le radici profonde della nostra terra, legandosi indissolubilmente ai principi etici del Lionismo. Questo simbolo ci ricorda che l’apertura verso gli altri e la valorizzazione del patrimonio identitario locale devono tradursi in iniziative capaci di generare un impatto sociale reale. Incoraggeremo i Club del Distretto a sviluppare progetti culturali che sappiano aggregare la comunità, favorendo la collaborazione con le istituzioni e le scuole per promuovere una crescita civile condivisa e partecipata.

Per affrontare le sfide di questo anno sociale, lei ha insistito molto sui concetti di unità, armonia e coesione all’interno dei Club. Quali messaggi desidera lanciare alle socie e ai soci per consolidare questo spirito di squadra?

Il motore principale di ogni nostra azione sono i soci stessi: ogni volontario che dedica tempo e competenze rappresenta un patrimonio prezioso da custodire e valorizzare. Per fare in modo che il nostro impegno fiorisca, è indispensabile coltivare un clima di armonia, amicizia sincera e rispetto reciproco all’interno dei Club. L’unità non significa uniformità, ma condivisione di intenti e fedeltà al codice etico. Ascoltando di più e valorizzando i talenti di ciascuno — dalle nuove socie e dai nuovi soci ai membri storici —, costruiremo un ambiente sereno e stimolante, capace di irradiare entusiasmo e di essere un faro di speranza per l’intero territorio.

Nel solco della sua delega a livello di Multidistretto per la Salute, lo Sport e So.san., in che modo intende integrare queste dimensioni all’interno delle attività distrettuali per promuovere il benessere globale della persona?

Lo sport e la salute rappresentano pilastri inseparabili di una visione umanitaria moderna ed efficace. Avere ricevuto la delega a livello di Multidistretto per la Salute, lo Sport e So.san mi spinge ancor di più a promuovere una cultura della prevenzione e del benessere che parta dai più giovani e coinvolga l’intera società. Lo sport non è soltanto attività fisica o competizione, ma è uno straordinario veicolo di inclusione sociale, di rispetto delle regole e di educazione alla salute. Vogliamo che i nostri Club siano promotori di iniziative concrete che portino il benessere direttamente nei territori, nei quartieri, nelle scuole e nelle comunità, facendo della prevenzione sanitaria e della vitalità sportiva un’arma vincente contro ogni forma di emarginazione.

Guardando al cammino che vi attende, cosa si aspetta personalmente da questo anno sociale e cosa per il Distretto 108 Ya?

Da questo anno sociale mi aspetto una partecipazione autentica, appassionata e corale da parte di ogni singolo socio e devo dire che l’ho già vista sin dal giorno della mia elezione. Non misuriamo il successo del nostro mandato soltanto sulla base dei numeri o dei service realizzati, per quanto fondamentali essi siano, ma sulla capacità di lasciare un’impronta duratura nel cuore delle persone e delle comunità che serviamo. Il mio auspicio è che ciascun Club riscopra l’orgoglio di appartenere a questa grande famiglia internazionale, operando con entusiasmo, competenza e un profondo senso di fraternità. Insieme, rimboccandoci le maniche e camminando fianco a fianco con le istituzioni e il territorio, possiamo davvero trasformare ogni sfida in un’opportunità di speranza e di crescita civile. Non chiedo perciò ai Club del Distretto di fare di più, ma di fare meglio: meglio pensato, meglio condiviso, meglio radicato nel territorio.