Bruxelles nel mirino del terrorismo, borse in negativo

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Il punto. I listini del Vecchio Continente, dopo un avvio intonato al ribasso, accelerano in territorio negativo, in una giornata segnata dagli attacchi terroristici di Bruxelles (due esplosioni all’aeroporto di Zaventem e una alla stazione metro di Maelbeek). Il Ftse Mib segna -1,41%, il Ftse Italia All-Share -1,37%, il Ftse Italia Mid Cap -1,10%, il Ftse Italia Star -0,88%.

Negativi anche i principiali indici europei: DAX -1,4%, CAC 40 -1,3%, FTSE 100 -0,9%, IBEX 35 -1,6%. Future sugli indici azionari americani in calo dello 0,4-0,6 per cento circa.

In rialzo Tokyo con il Nikkei 225 a +1,94%, dopo la chiusura per festività di ieri. In calo le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -0,73%, a Hong Kong l’indice Hang Seng a -0,08%.

Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,10%, Nasdaq Composite +0,28%, Dow Jones Industrial +0,12%.
Euro contro dollaro in flessione. EUR/USD al momento oscilla in area 1,12.
Mercati obbligazionari eurozona in rialzo. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente scende di 4 bp allo 0,18%, quello del BTP scende di 3 bp all’1,25%. Lo spread sale di 1 bp a 107.

I falchi della Federal Reserve sono tornati a fare sentire la loro voce a meno di una settimana dalla decisione dell’istituto centrale Usa che ha lasciato invariati i tassi d’interesse, dopo il ritorno a una politica di rialzo per la prima volta dal 2006 in dicembre, ma ha anche dichiarato che nel corso del 2016 gli aumenti saranno due e non quattro come inizialmente previsto. Secondo Dennies Lockhart, capo della Fed di Atlanta, un nuovo rialzo dei tassi potrebbe arrivare già in aprile. Prima di lui già John Williams, presidente della Fed di San Francisco, si era espresso in tal senso. Dimostrazioni di forza che hanno avuto come primo effetto un recupero della valuta Usa, deprezzatasi settimana scorsa. E con il dollaro che si è allontanato significativamente dai minimi di 17 mesi registrati giovedì nei confronti dello yen.

Borse asiatiche
Seduta contrastata e in altalena, per i mercati dell’Asia. La piazza di Tokyo ha avviato la sua ottava (lunedì non ci sono stati scambi per la celebrazione dell’Equinozio di primavera) in rally. Il Nikkei 225 ha chiuso la seduta in progresso dell’1,94% (leggermente peggio ha fatto l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell’1,85%), in quella che è stata l’unica performance positiva (a eccezione del guadagno dello 0,35% del Kospi di Seoul) tra i principali indici della regione.
Sul fronte macroeconomico però il Sol Levante mostra ancora segnali di debolezza. La lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per marzo un declino a 49,1 punti contro i 50,1 punti della lettura finale di febbraio (già in netto calo rispetto ai 52,3 di gennaio e ai 52,6 di novembre e dicembre, livello più alto dal marzo del 2014). Il dato, che scivola per la prima volta dall’aprile 2015 sotto alla soglia di 50 punti che separa crescita da recessione, si confronta oltre tutto con attese degli economisti per un incremento a 50,5 punti. Tra i singoli titoli del Nikkei, da segnalare l’ennesimo capitombolo di Sharp: il titolo della conglomerata nipponica è stato il peggiore dell’indice (la perdita è stata del 6,52%), su indiscrezioni secondo cui l’offerta per il takeover da parte di Hon Hai Precision Industry (Foxconn), già incagliata su problemi di “due diligence”, potrebbe essere rivista al ribasso.

Complessivamente per i mercati dell’Asia la seduta è stata in segno meno, con tutte le piazze cinesi in declino in scia a nuove linee guida relative ai prodotti previdenziali e ai recenti commenti di Zhou Xiaochuan, governatore della People’s Bank of China, secondo cui alcuni fondi speculativi a breve termine potrebbero lasciare il Paese nel futuro prossimo.
In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno perso lo 0,64% e lo 0,73% rispettivamente. Appena meglio ha fatto lo Shenzhen Composite che, dopo tre sedute consecutive in rally, segna un declino dello 0,40% al termine delle contrattazioni. Sostanzialmente allineata anche la performance della piazza di Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è in declino di circa lo 0,30% mentre l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, perde circa mezzo punto percentuale.
Seduta negativa anche per Sydney: l’S&P/ASX 200 ha infatti perso lo 0,32% con una performance identica a quella registrata lunedì.

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta della settimana in leggero rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,12%, l’S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq Composite lo 0,28%. Alcuni investitori hanno preferito prendere profitto dopo cinque settimane di rally.
A spingere l’azionario Usa sopra la parità sono state le operazioni di M&A annunciate in giornata. L’Indice Chicago Fed National Activity nel mese di febbraio si è attestato a -0,29 punti, da +0,41 punti registrati nel mese di gennaio. La National Association of Realtors ha reso noto che le vendite di abitazioni esistenti sono scese in febbraio del 7,1% rispetto a gennaio. Il dato è risultato inferiore al consensus fissato su un decremento del 2,2%.
Sul fronte societario Starwood Hotels & Resorts Worldwide +4,52%. La catena alberghiera ha annunciato di aver ricevuto una nuova offerta dalla rivale Marriott International. La nuova proposta prevede 0,80 azioni Marriott e 21 dollari in contanti per ogni azione Starwood posseduta per una valorizzazione complessiva di 13,6 miliardi di dollari, superiore rispetto ai 13,2 miliardi messi sul piatto dal consorzio guidato dalla cinese Anbang Insurance Group.
FedEx +0,53%. Secondo Barron’s, dopo il rally di settimana scorsa, su risultati trimestrali oltre le attese, il titolo del gigante delle spedizioni potrebbe apprezzarsi di un ulteriore 15-20% nel corso dei prossimi 12 mesi.
Valspar +23,24%. Sherwin-Williams ha annunciato di avere raggiunto l’accordo per acquisire il gruppo delle vernici per 8,9 miliardi di dollari in contanti (11,3 miliardi di dollari incluso il debito). Amazon.com +0,34%. Il colosso e-commerce ha acquisito il 9,99% del capitale di Air Transport Services Group (Atsg), la società da cui prenderà a noleggio velivoli per il trasporto di merci.
Markit +13,63%. La società di informazione finanziaria e la rivale IHS (+10,35%) hanno siglato un accordo definitivo per una fusione carta contro carta. L’operazione ha un valore di 13 miliardi di dollari ed è stata approvata all’unanimità dai due consigli di amministrazione. Valeant Pharmaceuticals +7,41%. Il Ceo del gruppo Michael Pearson ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto è stato nominato l’investitore attivista Bill Ackman.  

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso dopo la notizia dell’attentato all’aeroporto Zaventem di Bruxelles che ha causato 11 vittime. Il Dax30 di Francoforte cede l’1%, il Cac40 di Parigi l’1,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,6% e l’Ibex35 di Madrid l’1,4%. Soffrono in particolare i titoli del comparto aereo e turistico/alberghiero.

Tra poco saranno pubblicati gli indici Pmi della zona euro del mese di marzo mentre alle 11 ora italiana sarà annunciato l’indice ZEW tedesco (fiducia investitori).

Italia
Nella prima seduta di una settimana “corta” per le festività pasquali a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,46% a 18.696 punti sull’onda di diversi spunti societari: da Telecom Italia a Mediaset a Banco-Bpm.

La Borsa sembra credere nella fusione tra Banco Popolare e Bpm che hanno guadagnato rispettivamente il 5,92% a 7,25 euro e il 3,37% a 0,69 euro. Sabato, durante l’assemblea del Banco, l’Ad Pier Francesco Saviotti ha dichiarato che i due istituti sono propensi nel venire incontro alle richieste della Bce. Saviotti, per la prima volta, non ha escluso al 100% il ricorso all’aumento di capitale. Il mercato attende ora le riunioni dei board delle due banche, che potrebbero essere decisivi per la fusione.
Nel settore bancario gli acquisti hanno premiato anche Mps (+3,95% a 0,619 euro), Intesa SanPaolo (+1,04% a 2,518 euro) e Unicredit (+1,36% a 3,734 euro). Scatto di Telecom Italia (+3,07% a 1,041 euro) dopo le dimissioni dell’Ad Marco Patuano. L’addio di Patuano è frutto del pressing di Vivendi che sta stringendo sempre più la presa sul controllo di Telecom Italia. Il colosso francese, che lo scorso giugno era entrato nell’azionariato di Telecom con una quota dell’8%, di recente si è portato al 24,9%, ad un soffio dalla soglia dell’Opa obbligatoria.
Negativa Mediaset (-0,80% a 3,74 euro) dopo la smentita di Silvio Berlusconi alle indiscrezioni di stampa che parlavano di un accordo di massima tra la Fininvest e Vivendi per uno scambio aziona rio, che segnerebbe il primo passo per portare il Biscione sotto le insegne francesi. “Conosco Bollorè e so dell’azione di Vivendi, è vero c’è interesse per format e listino di film ma non a Mediaset”, così l’ex premier intervenuto a Rtl ha spento i rumors di questa mattina.
Da segnalare sul listino milanese la brillante performance di Exor, che ha guadagnato il 3,77% a 31,91 euro, mentre Saipem ha chiuso con un ribasso del 3,40% a 0,366 euro.

I dati macro attesi oggi
Martedì 22 Marzo 2016
03:00 GIA Indice PMI manifatturiero (prelim.) mar;
06:30 GIA Indice attività industria gen;
09:00 FRA Indice PMI manifatturiero (prelim.) mar;
09:00 FRA Indice PMI servizi (prelim.) mar;
09:30 GER Indice PMI manifatturiero (prelim.) mar;
09:30 GER Indice PMI servizi (prelim.) mar;
10:00 GER Indice IFO (fiducia imprese) mar;
10:00 EUR Indice PMI composito (prelim.) mar;
10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (prelim.) mar;
10:00 EUR Indice PMI servizi (prelim.) mar;
10:30 GB Indice prezzi alla produzione feb;
10:30 GB Inflazione feb;
11:00 GER Indice ZEW (fiducia investitori) mar;
14:00 USA Indice FHFA (prezzi abitazioni) gen;
14:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero mar.