Buona Festa della Liberazione, in attesa di novità importanti

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25 aprile 2022: l’ Italia si è svegliata, o meglio lo ha fatto una parte dei suoi abitanti, con quel minimo di distensione che da troppo tempo le mancava. Oggi si ricorda la liberazione del Paese dall’invasione tedesca, che avvenne questo giorno del 1945, e tanto era già in calendario.Di altro genere, ma non troppo, motivo di conforto è stata la conferma  di Macron all’ Eliseo. La campagna elettorale aveva tenuto con il fiato sospeso non solo i francesi, quanto anche l’intera EU, in particolare gli italiani e i tedeschi. La convergenza di vedute del Premier Draghi, del Cancelliere Scholz e del Presidente Macron, da poco consolidatasi, era apparsa fin dalle sue prime mosse presagio di un ritorno alle origini. Più precisamente del riaffiorare di una comunanza di vedute tra tre di quei paesi che furono tra i costituenti di quella che sarebbe stata la nuova realtà dell’ Europa post bellica, ipotizzata già nel manifesto di Ventotene. Dopo la Brexit, quanto appena descritto aveva già dato un segnale forte della tenuta e dell’attualità del completamento del progetto EU. Nel frattempo si è stabilito un forte legame prima tra Macron e Draghi, ai quali si è aggiunto, subito dopo la sua nomina, quello di entrambi con il cancelliere tedesco Scholz. Troppi sono stati i segnali di ritorni di fiamma di sovranismi mai completamente cancellati, principalmente nel vicino est dell’ Europa. Si può quindi affermare che la soddisfazione degli italiani possa essere ritenuta doppia, sempre al netto della retorica di alcune manifestazioni. Le stesse che, gli altri anni, hanno in parte messo in ombra l’essenza vera delle manifestazioni e delle celebrazioni di tale ricorrenza.. A parte della cupola russa e di alcuni paesi della ex URSS, il successo di Macron è stato visto in positivo un po ‘ in tutto il resto del mondo. Tale approvazione si è verificata anche in relazione al contributo che la Francia potrà cosi continuare a dare nella più che incresciosa situazione attuale. Ovvero per tentare di mettere fine alla tragedia che si sta consumando appena fuori dei confini orientali della EU, l’ invasione dell’ Ucraina da parte dell’ Armata Rossa. È altrettanto importante prendere in considerazione quali potranno essere gli effetti della tornata elettorale sui rapporti tra gli italiani e I cugini d’Oltralpe. È noto che tra Draghi e Macron esiste una particolare liaison, molto probabilmente riconducibile al fatto che entrambi sono economisti di stoffa buona. In più, fatto davvero singolare, il francese e quindi presumibilmente sussiegoso inquilino dell’ Eliseo ha più volte ceduto il passo nel prendere decisioni importanti al più anziano premier italiano. Un tempo si sarebbe descritto tale modo di fare come un comportamento dettato da timore reverenziale. Oggi con maggiore nonchalance e per tirare in ballo il teutonico Scholz, sarà meglio chiamare l’affiatamento di questo menage a trois come un chiaro esempio di weltanschauung o, più semplicemente, stesso modo di osservare il mondo. Come sempre accade, e è giusto che così sia, tra i tre paesi esistono rapporti di affari consolidati e problemi più attuali che li spingono a marciare con lo stesso passo.

Prima di ogni altra considerazione, va rinfrescata la memoria sul fatto che i tre paesi elencati, almeno fino alla metà degli anni ’50, hanno avuto in comune una forte vocazione agricola. La stessa che, in chi più e in chi meno, ha ceduto il passo alla attività manifatturiera, loro attuale distintivo. Un particolare non trascurabile che vale la pena ricordare è che, nell’ immediato dopoguerra, fu proprio un’ attività legata all’agricoltura che aiutò la Germania a rimettersi in arcione. Fu un’ intuizione della classe dirigente quella che oggi potrebbe essere definita la scoperta dell’acqua calda: utilizzare per il consumo interno solo le parti meno pregiate dei bovini macellati e destinare all’export le mezzene di prima qualità, quindi a più alto valore aggiunto. È noto quanta importanza abbia ripreso il settore primario anche nei paesi industrializzati. Oggi ciò che accomuna maggiormente l’attività produttiva dei tre paesi è l’automotive e quanto gira intorno a esso. Al momento quegli stessi paesi stanno scontando per gli stessi motivi un forte rallentamento della produzione di quel settore: la mancanza di materie prime e semilavorati iniziata con i primi lockdown causati dalla pandemia, ancora oggi avvertita. Il resto lo sta facendo la non comune distorsione dell’ andamento del comparto degli idrocarburi e il concerto stonato della conversione delle motorizzazioni all’ uso di energie ottenute da fonti rinnovabili. In particolare Francia e Italia hanno in comune un gioiello nato dalla composizione di due pietre preziose di famiglia, una per ciascun paese, che per molti anni, nel mondo, sono stati la cartolina di entrambi: la Fiat e la Peugeot. Dalla loro fusione  ha preso corpo la Stellantis, vero colosso del settore in Europa e certamente considerabile una delle massime espressioni della costruzione delle quattro ruote nel mondo . Per usare una terminologia familiare a Scholz , non c’è rosa senza spine, lui direbbe:”keine Rose ohne Dornen”. Francia, Germania e Italia sono anche i paesi che più stanno subendo gli effetti della follia russa che ha destabilizzato come mai era successo prima il mercato degli idrocarburi. Macron ha fatto sua a stretto giro e in pieno la proposta che Draghi ha indirizzato alla commissaria Von der Leyen, vale a dire di stabilire un tetto al prezzo degli idrocarburi all’ interno della EU. Non così Scholz, che ancora sta tenendo il suo paese in una forma di stand by, non facile da interpretare. Lo è ancor più constatare  la circostanza che i tre paesi che stanno subendo di più gli effetti deleteri dell’attuale affaire combustibili fossili, non abbiano fatto fronte comune alla ricerca di fornitori alternativi alla Russa. I soci della bocciofila che, per la giornata festiva, hanno deciso di fare una non stop di partite con colazione al sacco, tra un lancio e l’altro hanno cercato, invano, di scoprire chi o cosa determini questo procedere anomalo. C’è chi di loro, per la precisione un rappresentante di chiavi inglesi e altre attrezzature del genere, ha sentenziato che da sempre si è creduto, a ragione, che l’unione faccia la forza. Gli ha fatto eco un perito agrario che, offrendo i propri servigi a una cooperativa agricola, aveva preso atto che il motto del presidente della stessa era: ” più siamo, meglio compariamo”, nel senso di avere visibilità. L’arbitro, un fabbro che per la sua esosità è definito dai più il Cesellatore del villaggio, ha sentenziato che chi veramente vuole ottenere qualcosa, affronta il problema di persona. Aggiungendo che, agendo in tal modo, spende “pancia e presenza”, volendo dire che, oltre all’impegno fisico, ci mette la faccia. Chi invece non è completamente convinto manda, cioè delega qualcuno in sua vece. La settimana appena iniziata porterà quasi certamente novità importanti. Di che genere non è ancora chiaro, ma tutto fa presupporre che non passeranno inosservate. Ermulicchio, il mago del villaggio, richiesto nel merito, ha preferito non sbilanciarsi. Ha raccomandato però alla popolazione di lavarsi bene perché non si può mai sapere. Ha aggiunto così mistero a mistero: non resta da fare altro che attendere e sperare in bene. Nel frattempo, buona festa della liberazione.