Burocrazia, conto salato per le Pmi: costa 22 mld l’anno

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La burocrazia costa alle imprese 22 miliardi ogni anno. Un conto ‘salato’ che emerge dall’indagine condotta, su oltre mille aziende, dal centro studi della Cna, la confederazione che rappresenta il mondo dell’artigianato e della piccola e media imprenditoria. Un conto definito dall’associazione “mostruoso”, visto che, riportando la cifra ‘macro’ sul singolo caso, “mediamente si tratta di 5 mila euro l’anno a impresa, 16 euro al giorno, due euro all’ora”.
Secondo lo studio “la complessità delle norme rimane di gran lunga il principale problema sofferto: il 67,8% delle imprese boccia la qualità legislativa italiana sia per la scarsa chiarezza sia per la stratificazione, nel tempo, di provvedimenti spesso motivati dall’urgenza”. Tuttavia, osserva la Cna, “la foresta pietrificata sta lentamente, molto lentamente,tornando alla vita. I cambiamenti introdotti nella legislazione da due anni a questa parte (delega fiscale, Jobs Act, Riforma della Pubblica Amministrazione) sono giudicati in maniera positiva da quasi un’impresa su tre (29,5%) più di quante esprimono un parere negativo (22,4%), con una fetta di poco inferiore alla metà degli intervistati che non percepisce cambiamenti evidenti”. Inoltre, si evidenzia, “ormai un’impresa su tre (33,4%) riesce a sbrigare più della metà delle pratiche burocratiche online, contro il 28,7% di tre anni fa. Il 95% degli intervistati – spiega la Cna – usa abitualmente i siti della Pubblica amministrazione. Ma l’83,7% ritiene che le informazioni siano accessibili solo dopo una lunga ricerca (con il 5,7% che lamenta l’assoluta irreperibilità delle notizie utili)”.