Burocrazia ormai endemica in Italia e si preferisce investire altrove

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Altri attriti, meno visibili per chi vive nel Paese ma non pertanto di minore importanza di quelli già analizzati ieri, si verificano tutti i giorni, in ordine sparso ma capillarmente, in tutto lo Stivale. Tutti insieme e senza scendere nei particolari, essi sono definiti dall’ Opinione Pubblica, con un tono carico di insoddisfazione, Burocrazia malata. In effetti l’ operatività dell’apparato statale, in tutti i settori dove si esprime, è lento e farraginoso come in poche altre nazioni. Non è un fatto nuovo, tant’è che, nei primi anni ’60, il comico piemontese Erminio Macario allestì uno spettacolo teatrale, di quelli del genere avanspettacolo, cosiddetti Rivista. In esso raccontava appunto di episodi di inadeguatezza della macchina pubblica a stare al passo con il processo di ricostruzione e di industrializzazione che era ancora in corso in Italia. Già allora quel comico si azzardava a dire, tra il serio e il faceto con sottofondo musicale, che per accelerare il l’iter di una pratica era necessario consegnare a chi di competenza ‘la busta”. A chi nello specifico e cosa contenesse era e lo è ancora, intuibile senza alcuno sforzo. Macario non fu mai querelato da chicchessia, in ossequio a uno dei canoni dell’ epoca, anche esso divenuto ben presto di uso comune “si fa ma non si dice”. Anche tale affermazione, ridotta a canzonetta e messa in scena anche dal Quartetto Cetra, calzava a pennello con la realtà. C’è stata anche la trasposizione di tale andazzo in strisce tragicomiche, dove il comportamento della funzione pubblica prendeva la forma di un mostro, il Burosauro. Di tale pastoia istituzionale tutti si lamentano ma pochi si adoperano per denunciarla formalmente. Non necessariamente alla giustizia ordinaria, può essere sufficiente anche la sola partecipazione dell’accaduto a chi, nella stessa struttura malfunzionante, presta la sua opera ai piani alti. Il problema è che, come si dice nel Sud della Penisola, il pescato manda cattivo odore dalla testa e ogni allusione non é puramente casuale. Non accade ancora come in alcuni Sud del Mondo, ma gli investitori stranieri sempre più frequentemente dribblano il Bel Paese per quanto descritto sopra. Ancora peggio è quando espatriano potenziali investitori nazionali. Il problema è uno dei tanti che colpiscono il Paese, con il rischio che vada KO. Ricorda il vecchio adagio contadino che tante piccole cose messe in groppa all’asino uno alla volta e in successione non ravvicinata, finirono per farlo stramazzare.