Caccamo 10, The Kolors 4: le pagelle dei Big firmate dall’ex Matia Bazar

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Sanremo, 6 feb. (AdnKronos) – Ecco le pagelle degli 20 cantanti della sezione Big di Sanremo 2018, esibitisi durante la prima serata del festival, redatte ‘a caldo’ in esclusiva per AdnKronos dall’ex tastierista dei Matia Bazar, Mauro Sabbione.

ANNALISA – Cominciamo con una piazzata: ottima canzone, ottima vocalità. Il compito è fatto bene ma non passa l’emozione. Voto 6

RON – Il trio Ron – Dalla – Vessicchio potrebbe essere da primi posti, ma l’aspettativa è troppo alta. D’altra parte se Lucio ha scartato la canzone un motivo ci sarà. Non decolla e non affascina nonostante l’arrangiamento spettacolare. E non possiamo essere troppo melodrammatici. Voto 6

THE KOLORS – Ecco il solito gruppo giovanil-elettronic-danzereccio per catturare qualche teenager. Un po’ rock, un po’ rap, un po’ new-romantic, un po’ troppo di tutto e per questo un po’ niente. Dimenticabile. Voto 4

MAX GAZZE’ – Bisogna aspettare un’ora di festival per avere la prima bella canzone splendidamente arrangiata ed eseguita da un convinto e maturo Gazzè. Il brano è già un cult e lo vedo piazzato o vincente. Il ritornello è un po’ debole rispetto alla strofa, ma è lo stile c’è tutto. Voto 9

ORNELLA VANONI – BUNGARO – PACIFICO – Magone immediato: chiudo gli occhi e mi vedo Mia Martini con Roberto Murolo, “Cumm’ se fa”. Bungaro è una garanzia, autore straordinario ed Ornella una icona e voce straordinaria, sempre interprete della mala milanese. Il problema è che non esiste più la mala milanese! Voto 6

ERMAL META – FABRIZIO MORO – Moro e Meta, convincono assai e si sente anche il grande lavoro fatto in quest’ultimo anno, tra tour e concerti. Sarebbe stato meglio restare separati. Le coppie sono pericolose a Sanremo. Bella canzone, ritmo incalzante che strizza l’occhio ai refrain della east-coast. Voto 8

MARIO BIONDI – Canzone splendidamente arrangiata ed eseguita dalla big-orchestra, ma decisamente difficile per Sanremo. La voce di Mario è fuori discussione, ma non resterà il ritornello in testa. Avrei preferito un groove più danzereccio anni ’70. Voto 6

FACCHINETTI – FOGLI – Pacifico è una certezza per i testi. Ma i due ex, non chiamiamoli Pooh per favore, sono ormai a fine carriera, un po’ come Albano, e saranno sicuramente importanti nelle programmazioni festivaliere all’estero, come qui in Canada dove sono adesso. Emozione assente. Voto 5

LO STATO SOCIALE – Ed ecco serviti i cloni di Francesco Gabbani, con al posto della scimmia una vecchia che balla. Se la cantano da soli, “niente nuovo che avanza”. La canzone convince, la strofa è più bella del ritornello. Ma passerà. A denti stretti. Voto 7

NOEMI – Finalmente una sanremata perfetta, con Noemi ormai capace di elargire emozioni a tavolino. Probabilmente al televoto secco vincerebbe. Piazziamola comunque nei primi sei e vediamo nelle prossime sere. Voto 6

DECIBEL – Se il Duca è Bowie, viene da pensare che abbiano sbagliato indirizzo della lettera del titolo. Enrico sembra aver perso un po’ di verve, anche se i Decibel sono un porto elettronico sicuro. Il brano non è dei più convincenti, ma di sicura programmazione radiofonica. Voto 7

ELIO E LE STORIE TESE – Sappiamo che hanno finito la carriera, lo hanno dichiarato loro, ma questa canzone è talmente Kitsh e ridondante da risultare sublime. Arrivedorci in tour. Voto 8

GIOVANNI CACCAMO – Fa un po’ il verso a Mengoni, nel senso degli arrangiamenti e lanci strofa-ritornello, ma la canzone è comunque perfettamente sanremese e quindi potrebbe vincere. Ma di Battiato in questa canzone non c’è nulla. Voto 10

RED CANZIAN – Red, che è un grande amico e personaggio, sta ai Pooh come Collins sta ai Genesis. L’animo, l’estro, la sensibilità un po’ celata dall’ego degli altri musicisti, si ritrova in questa canzone. Stiamo sempre parlando del contenitore Sanremo. E lui lo sa. Bravo. Voto 8

LUCA BARBAROSSA – E finalmente il popolo de trastevere si affaccia sul palco dell’Ariston. Canzone folk bella, lui un po’ legnosetto, ma grandemente professionale. Se il bellissimo brano l’avesse cantato Rino Gaetano forse avrebbe vinto il festival. Ahh scusate stavo sognando! Voto 7.

DIODATO – ROY PACI – La tromba di Roy, colora la voce di Diodato per questo pezzo epico d’atmosfera pop, una buona interpretazione, ma abbastanza distante dal potenziale che dovrebbe esprimere per lanciarsi in vetta alla classifica. Voto 6

NINA ZILLI – Il pianoforte parte per primo anche in questo pezzo, Nina non ha bisogno di nessun giudizio, arriva talmente preparata all’appuntamento che non sbaglia un colpo nell’interpretazione. La canzone resta in testa e si apre nella seconda parte, in perfetto stile sanremese. Forse anche per lei è giunto il momento di piazzarsi alta nella classifica. Voto 8

RENZO RUBINO – Bella, bellissima canzone. Lui emozionantissimo ma un bel personaggio, nella seconda parte si è sciolto ed è arrivato tutto. La melodrammaticità è rispettata ed il testo non è banale. Un altro che vorrei vedere nei primi posti. Voto 8

AVITABILE E SERVILLO – Due grandi personaggi e due grandi musicisti e cantanti. Canzone teatrale ed impegnata. Se il copione festivaliero viene rispettato non avranno grandi spazi, anche se la canzone ha grande fascino mediterraneo. Sono contento di vederli sul palco dell’Ariston. Voto 7

LE VIBRAZIONI – L’arrangiamento di Chiaravalle è una garanzia. Ma le Vibrazioni chiudono ed aprono immediatamente una pagina rock-pop che non troverà mai spazi vincenti sul palco di Sanremo. L’Ariston non perdona gli urlatori. Comunque il loro stile è tornato. Voto 7