Cafè Philo

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Giovedì 22 gennaio 2015 alle ore 18,00 presso il MONIDEE CAFE’ Napoli, Piazza Trieste e Trento n°6, primo appuntamento del 2015 con il CAFE’ PHILO. Il ciclo di incontri a scadenza Giovedì 22 gennaio 2015 alle ore 18,00 presso il MONIDEE CAFE’ Napoli, Piazza Trieste e Trento n°6, primo appuntamento del 2015 con il CAFE’ PHILO. Il ciclo di incontri a scadenza mensile inaugurati a Napoli dal 2009 sulla scia dei Café Philo parigini ideati da Sautet , quest’anno ha come tema Le mutazioni dell’uomo macchina. Preceduto da altre lectio tenute dallo psicologo/ psicoterapeuta Mario Mastropaolo, dal critico d’arte Maurizio Vitiello, dal critico cinematografico Anna Forgione e dal sociologo Antonio Sposito. Il calendario- già definito fino a giugno e con una serie di incontri collaterali come presentazione di libri e l’evento dedicato alla giornata della poesia che si svolgerà tra fine marzo e i primi giorni di aprile – prevede l’intervento di Elisabetta Zamarchi. Si parlerà dei Mutamenti antropologici nell’epoca della performance, argomento centrale nel dibattito culturale contemporaneo. Così ci invita a riflettere la prof.ssa Zamarchi :“Il mutamento più evidente del soggetto umano nell’epoca della performance, sostenuta da una accelerazione tecnologica senza precedenti, è ciò che Gunther Anders definisce “dislivello prometeico”, ovvero la divaricazione sempre più ampia tra le facoltà del fare e del produrre e le facoltà dell’immaginare e del prevedere le conseguenze del proprio fare e creare”. In un articolo apparso su la Repubblica del 19/01/2015 a firma di Enrico Franceschini,non a caso si parla di ‘declinismo’, ovvero della convinzione che il pianeta e i suoi abitanti siano condannati ad un irrimediabile declino. Una delle cause all’origine di questo ‘pensiero globale’, viene ricondotta all’ incapacità – personale e sociale – di adeguamento al nuovo. Un dislivello, una schizofrenica divisione che a fatica trasciniamo nelle sfere di vita quotidiana,nella quale è il nostro stesso corpo, la nostra stessa mente ad essere trasformata da una sistematica invasione tecnologica. Durante l’incontro,letture a cura di Teresa Raiano e Dario Rea di Teatro Dissolto. Chi è la prof.ssa Elisabetta Zamarchi? Docente di Filosofia Applicata presso la Scuola Superiore di Counseling Filosofico nelle sedi di Torino e Vicenza e presso la Scuola di Alta Formazione “Metis” di Napoli, possiede ben venti anni di pratica professionale come counselor di adolescenti e adulti e una lunga esperienza di analisi junghiana. Membro del Comitato Scientifico della SICof e della rivista on-line “MA” edita da Fabbrica Filosofica,ha fatto parte dal 1983 al 1993 della Comunità Filosofica Diotima e ha pubblicato diversi libri,articoli,saggi e redatto la voce “Jacques Lacan” per Filosofie nel Tempo. Vive e opera a Verona.