Cambiare il significato delle parole

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Da poco è uscito in libreria il saggio del cacciatore di teste Roberto D’Incau e della psicologa Laura D’Onofrio che spiega come migliorare le relazioni, senza fuggire da esse. Il volume evidenzia il ‘’vizio’’ di molti di noi di evadere dalle situazioni scomode che ci convinciamo non giovino alla nostra felicità: fuggiamo da un amore che non ci soddisfa o che riteniamo non è all’altezza, da un’amicizia che non approva i nostri comportamenti, da genitori che non capiscono le nostre esigenze o dal lavoro che sembra distruggere i nostri equilibri.
Insomma, la nostra soglia di tolleranza sembra essere pari a zero, e preferiamo tagliare i rapporti con chiunque e qualunque cosa ci possa recare un minimo di insoddisfazione. Non c’è più la voglia del confronto, di sperimentare, di vedere come vanno le cose prima di chiudere la porta in faccia a ciò a cui teniamo veramente.
Questo saggio vuole appunto insegnarci quali sono le parole da maneggiare con maggiore cura per non abbandonare le relazioni amorose, amicali e lavorative: trentatrè parole per salvarci da noi stessi e dal percorso che stiamo intraprendendo. Qui ne elencherò solo alcune. La psicologa Laura D’Onofrio ci aiuta a vedere le componenti della nostra vita sotto una luce diversa.
Noi vediamo l’amore come qualcosa che possa ‘’rilasciare’’ solo gioia mentre in realtà amare significa anche abbracciare i difetti altrui senza categorizzarli come qualcosa di sbagliato. Il cambiamento viene definito come qualcosa di oscuro e inesplorato, ma è essenziale per l’evoluzione dell’uomo e per evitare la sua staticità. L’ansia, il nemico di tutti, ciò che divora i nostri pensieri, dovrebbe essere fronteggiata prima che ci distrugga. L’invidia, essendo nata con una connotazione negativa, fingiamo di non provarla. Invece dovrebbe farci ragionare su cosa vogliamo realmente e cercare di colmare questa mancanza. Infine il fallimento, quello che proviamo la maggior parte delle volte anche per ragioni futili, deve aiutarci a capire cosa dobbiamo fare e come dobbiamo farlo.
In conclusione, quello che la psicologa in questione vuole dirci è che dietro a ogni condizione ai nostri occhi negativa c’è sempre qualcosa di positivo che possiamo riuscire a vedere solo grazie alla nostra volontà di vivere una vita serena, senza fuggire dagli altri, ma soprattutto da noi stessi.