Camera di Commercio Caserta, crescono le imprese iscritte: +881 rispetto al 2016

122
In foto Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio di Caserta

E’ positivo, per i primi dieci mesi del 2017, il saldo anagrafico delle imprese casertane, con 881 aziende in più rispetto allo stesso periodo del 2016 e un tasso di crescita dello 0,96%. Il totale delle imprese iscritte all’Ente camerale, al 30 settembre, è di 92.610 unità. I dati sono stati forniti dal presidente della Camera di Commercio di Caserta Tommaso De Simone nel corso della conferenza stampa di fine anno convocata a Caserta presso la sede di via Roma. “I dati economici, al contrario di quello che si potrebbe immaginare, sono positivi” commenta De Simone. “Tutti gli indicatori delle imprese – aggiunge – hanno spiccato in maniera positiva perché il primo elemento è che nascono più imprese nel 2017 rispetto a quelle che muoiono e in questo dinamismo c’è una grande novità, vale a dire la nascita di imprese strutturate, questo elemento non è secondario, perché segnala che il fare impresa non è più un sistema per contrastare la disoccupazione. Altro elemento positivo sono le start up innovative, dal 2012 ad oggi ne sono sorte 98 di cui 50 tra il 2016 e 2017, facendo conquistare alla Camera di Commercio di Caserta il primato a livello nazionale”. Lo stato di salute delle aziende casertane è dunque positivo, come dimostra la crescita del Pil che per il secondo anno di fila dovrebbe attestarsi sull’1,2%-1,3%; ma ci sono dati che destano preoccupazione: se infatti aumentano le iscrizioni nei primi dieci mesi del 2017 (4842 contro le 4676 dello stesso periodo del 2016), aumentano anche le cessazioni, seppur in proporzione minore rispetto alle nascite: 3961 le aziende che hanno chiuso l’attività contro le 3806 del periodo gennaio-settembre 2016, dunque quasi 150 in più quest’anno. Non positivo anche il tasso di fallimenti, che dimostra uno stato di insolvenza spesso legato all’annoso problema degli scarsi prestiti erogati dalle banche; fino a settembre 2017 è infatti aumentato del 7,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un dato in controtendenza rispetto al dato regionale (-12,3%) e nazionale (-13,7%). Gli eventi di scioglimento e liquidazione volontaria di aziende sono stati 1132 nei primi dieci mesi dell’anno, con un incremento tendenziale del 26,3%, mentre ovunque la statistica è in calo (in Campania -2,8%, in Italia -2,5%). Sono le società attive nel settore del commercio (30,2%) e delle costruzioni (23,2%) quelle più soggette alle procedure concorsuali; tra le varie figure, spiccano in questa speciale graduatoria le società di capitali (56,4%). Dato in crescita costante è quello delle imprese giovanili -1844 contro le 1793 unità dei primi dieci mesi del 2016 – che si affermano soprattutto nei settori del commercio, delle costruzione e in ultimo del turismo. In questo settore in espansione emerge che una nuova impresa su due è creata da under 35. Buona la performance delle imprese femminili, che rappresentano il 24,4% del totale, mentre in Campania si attestano al 22,9% e in Italia al 21,8%. Nei primi dieci mesi di quest’anno sono nate 1392 imprese femminili, quasi il 30% del totale. Complessivamente le donne operano soprattutto nel commercio (8148 aziende) e nell’agricoltura (3970 aziende), ma dai dati raccolti si nota anche l’inclinazione delle donne verso alcuni ambiti particolari, come l’istruzione e i servizi alla persona, dove circa 37 imprese su cento sono guidate da imprenditrici. Rilevante anche la percentuale di imprese guidate da stranieri, con 9416 aziende registrate al 30 settembre scorso, il 10,2% del totale di quelle iscritte (in Campania sono ferme al 7,4% e in Italia al 9,6%). Gli imprenditori stranieri operano nella stragrande maggioranza nel commercio (6691 aziende), molti infatti sono ambulanti.