Camera di Commercio di Napoli, Fiola verso la presidenza: no delle associazioni imprenditoriali

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in foto Ciro Fiola

Si e’ insediato il nuovo Consiglio dell Camera di Commercio di Napoli e Ciro Fiola vola verso la presidenza. Si chiude cosi’ una fase di commissariamento dell’ente camerale inizia nel 2015, sotto la reggenza di Maria Salerno prima e Girolamo Pettrone poi. Ciro Fiola, leader del mondo Aiscat, iniziera’ ufficialmente il suo incarico a partire dal prossimo lunedi’. Il Consiglio oggi, infatti, dopo la seconda votazione e 19 voti a favore di Fiola, si e’ aggiornato al prossimo lunedi’, alle 15, quando il neo presidente presentera’ il programma che, spiega: “Non sara’ dei primi 100 giorni, ma per tutta la durata del mandato”. “Siamo certi di poter fare bene – ha affermato Fiola – c’e’ tanto da lavorare, almeno 15 anni da recuperare di per questa camera. Le imprese debbono essere messe al centro dell’attenzione”. “Ci sono state delle astensioni – ha sottolineato – ma ce le aspettavamo. Una astensione, dopotutto, non e’ un voto contro”. Sono 17 i membri appartenenti al mondo dell’Aicast a cui si aggiungono un esponente della Coldiretti, un rappresentante delle cooperative e uno dei consumatori. In tutto 19 consiglieri che consegnano la presidenza a Fiola. Termna dunque un braccio di ferro iniziato con l’indicazione di Fiola come presciente d’ente camerale, inviso all’opposizione rappresentata da Acen, Claai Napoli, Cna Napoli, Confartigianato Napoli, Confcommercio/Fit, Confesercenti Napoli, Fai, Unione degli Industriali Napoli. Dopo la ‘vittoria’ di Aiscat alle consultazioni per il rinnovo degli organi dell’ente, infatti, da palazzo Partanna era partito un primo ricorso al Tar, con la denuncia di presunte irregolarita’ nella procedura, chiedendo l’annullamento del rinnovo del Consiglio. Erano due, all’inizio, i candidati alla carica di presidente dell’ente di pizza Bovio. Oltre a Fiola, sostenuto dalla cordata Aiscat, anche Vito Grassi, ad oggi presidente dell’Unione degli industriali di Napoli. Aiscat presento’ un elenco di 5mila iscritti, tutti contestati dall’Unione degli industriali di Napoli. La cordata riusci’ ottenere 17 seggi a fronte dei 7 che ottenne Palazzo Partanna. Dopo il ricorso al Tar, quella che oggi e’ opposizione in Camera di Commercio si e’ rivolta anche al Consiglio di Stato che ha fissato per il 10 gennaio l’udienza per la decisione nel merito dei ricorsi presentati dalle Claai Napoli, Confartigianato Napoli, Cna Napoli, Unione Industriali Napoli contro la sentenza emessa dal Tar Campania lo scorso 11 luglio. Ad agosto scorso, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato il decreto con il quale si avvia la procedura per il rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Napoli.
Acen, Claai Napoli, Cna Napoli, Confartigianato Napoli, Confcommercio/Fit, Confesercenti Napoli, Fai, Unione Industriali Napoli, intanto, “hanno ribadito, con un intervento unitario, le proprie riserve sulla regolarita’ delle procedure di rinnovo della Camera di Commercio e, conseguentemente, hanno espresso unitariamente il proprio dissenso sull’elezione alla Presidenza di Ciro Fiola”. Lo si legge in una nota dell’Unione degli industriali di Napoli. “Le riserve riguardano in particolare l’effettivo grado di rappresentativita’ e la reale distinzione delle due Associazioni Aicast e Assimprese Italia – affermano – e, conseguentemente, il carente esercizio delle prerogative di controllo e di verifica degli uffici preposti della Camera di Commercio e della Regione Campania”. “In attesa delle prossime decisioni della magistratura – sottolineano – le organizzazioni imprenditoriali hanno comunque deciso di essere presenti con propri rappresentanti nel Consiglio camerale per rispetto delle istituzioni e delle decisioni assunte dalle sedi giurisdizionali”. “Le associazioni imprenditoriali, responsabilmente e con spirito di servizio – concludono – resteranno vigili nelle attivita’ che si andranno a realizzare nella consapevolezza del significativo ruolo istituzionale della Camera di Commercio a tutela dell’interesse generale delle imprese del territorio”.