Camere di commercio, appello di 18 presidenti a Di Maio contro la Riforma: c’è anche Benevento

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“Come già più volte ribadito in altre occasioni, la riforma delle Camere di commercio, così come strutturata, non porterà alcun beneficio alle imprese e al contesto sociale ed economico dei territori interessati”. E’ quanto con forza sostengono da tempo 18 presidenti di Camere di commercio, che hanno voluto far sentire le loro ragioni ai più altri livelli istituzionali. Domani saranno a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, per spiegare chiaramente i motivi della loro opposizione al processo di accorpamento in atto nel sistema camerale. Da Nord a Sud, i presidenti delle Camere di commercio di Massa Carrara, Pavia, Ferrara, Lucca, Pisa, Terni, Rieti, Frosinone, Teramo, Benevento, Oristano, Brindisi, Vibo Valentia, Crotone, Catanzaro, Ravenna, Parma e Verbania Cusio Ossola ribadiranno che il loro intento non è quello di bloccare la riforma, ma di far sì che possa essere ridisegnata tenendo in considerazione il ruolo strategico di sostegno alle imprese svolto oggi dagli gli enti camerali sui singoli territori provinciali, e il rischio che il processo di accorpamento possa dar vita a una dannosa “desertificazione istituzionale”, ancor più grave in contesti territoriali socialmente ed economicamente depressi.
E’ per questo che i 18 presidenti chiederanno di ripensare in modo più oculato la riforma, in modo che sia effettivamente funzionale all’efficientamento degli enti, ma senza l’eliminazione di preziose governance territoriali. “La nostra richiesta – dice il presidente della Camera di commercio di Vibo Valentia, Sebastiano Caffo – sarà quella di una controriforma che corregga le distorsioni della riforma approvata dal Governo Renzi che, inspiegabilmente, l’attuale Governo sta portando avanti, rinunciando ad attuare una propria visione più vicina ai cittadini e, in particolare, al sistema produttivo. Auspichiamo, infatti, che l’incontro al Mise apra prospettive diverse da quelle attuali”.