Cameron fa il bis:
UK dirà addio all’UE?

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A cura di Antonio Arricale Sfiorata la maggioranza dei seggi. Gli exit poll assegnano una maggioranza di 329 seggi su 650 ai tories, nelle elezioni di ieri A cura di Antonio Arricale Sfiorata la maggioranza dei seggi. Gli exit poll assegnano una maggioranza di 329 seggi su 650 ai tories, nelle elezioni di ieri nel Regno Unito. Dunque, nuovo mandato di 5 anni per Cameron e – come il premier aveva preannunciato in campagna elettorale – presto il referendum per decidere se rimanere nell’Ue. Intanto, sterlina col vento in poppa, stamane, e più in generale buon vento per la Borsa di Londra, visto che i mercati hanno già mostrato di accogliere con favore le prospettive di altri cinque anni di conservatori al potere. Per ricapitolare: a risultato ancora non definitivo, il premier David Cameron e il partito dei tories sembra che la spunteranno con ampio margine di vantaggio sui rivali laburisti, anche se difficilmente riusciranno a raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. In ogni caso, per il partito dell’ex premier Tony Blair è il peggior risultato dal 1987, mentre per il partito nazionalista scozzese si può parlare di un vero proprio exploit. Il risultato è una sorpresa, dal momento che alla vigilia tutti i sondaggi davano un testa a testa con lo sfidante Ed Milliband. Gli exit poll assegnano una maggioranza di 329 seggi su 650 ai tories, mentre il centro sinistra deve accontentarsi di 233 seggi. Ai Liberl Democratici di Nick Clegg andrebbero solo 8 seggi, mentre al partito scozzese, che aveva aperto a una possibile alleanza con i labouristi, ben 56. Un solo seggio per il partito anti europeista UKIP di Nigel Farage. Dunque, se confermati – è il parere unanime dei commentatori politici, oggi, sui media di mezzo mondo – i numeri garantirebbero una leva negoziale notevole nelle trattative per formare una coalizione e una certa governabilità. Allo stesso tempo, però, con Cameron al governo aumentano anche le chance di una Brexit. In caso di vittoria, infatti, i conservatori hanno promesso di indire un referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Borse asiatiche Borse asiatiche positive in chiusura di settimana dopo le tensioni dei giorni scorsi. Il Nikkei ha archiviato le contrattazioni in rialzo dello 0,45% a 19379 punti, positiva Hong Kong che guadagna lo 0,8%, mentre Shanghai sale di mezzo punto percentuale e la borsa indiana fa segnare un +1,4%. Chiusura in territorio negativo invece per Seoul che ha ceduto lo 0,25%. Sui mercati è dunque tornata la calma dopo alcune sedute di preoccupazione, nonostante i dati macro cinesi mostrino un’economia sempre più zoppicante. Ed è proprio questo aspetto, e la conseguente attesa di un nuovo intervento della Cina a sostegno della propria crescita economia, che sembra tranquillizzare gli addetti ai lavori. Nello specifico secondo i dati diffusi dalla General Administration of Custom (l’autorità delle dogane cinesi), in marzo il surplus della bilancia commerciale della Cina è tornato a salire da 18,16 a 210,21 miliardi di yuan. Nel mese l’export è però calato del 6,2% su base annua dopo il crollo del 15% registrato in marzo e contro il progresso del 2% del consensus. Crolla del 16,1% l’import, dopo la flessione del 12,7% di marzo e contro attese per un declino del 12%. Per quanto concerne il Giappone, invece, la BoJ, che di fatto ha abbandonato la tempistica prevista per i suoi obiettivi di un’inflazione al 2%, nel meeting del board sulle politiche monetari e del 6-7 aprile scorsi ha visto al centro del dibattito proprio gli effetti delle politiche relative ai prezzi al consumo, mirate a mettere fine a un ventennio di deflazione per il Sol Levante. Se le dichiarazioni principali non si discostano dall’usuale copione di un’economia che continua nel suo “moderato trend di ripresa”, come nota il Financial Times, è cruciale però un’altra affermazione: “Per quanto riguarda i prezzi, i membri sono stati concordi sul fatto che, escludendo gli effetti diretti dell’incremento della tassa sui consumi, il tasso di crescita annuale dell’inflazione è intorno allo zero e verosimilmente ci rimarrà in questa fase, a causa degli effetti del declino dei prezzi dell’energia”. Alcuni membri hanno anche sottolineato che, in relazione proprio agli sviluppi del settore energetico, il tasso annuale potrebbe essere negativo. La BoJ ha quindi di fatto ammesso che lo spettro d ella deflazione continua ad aggirarsi sopra al Giappone. In ambito societario da segnalare che il titolo Nintendo ha segnato un progresso del 7,17% a Tokyo, contro un guadagno di poco inferiore al mezzo punto percentuale per il Nikkei 225, dopo che il produttore di videogiochi ha annunciato l’incremento delle previsioni di utile operativo per l’attuale esercizio (in chiusura il 31 marzo 2016) a 50 miliardi di yen, contro 39 miliardi del consensus di Thomson Reuters. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,46% l’S&P 500 lo 0,38% e il Nasdaq Composite lo 0,53%. Sul fronte societario Alibaba +7,42%. Il colosso e-commerce cinese ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l’utile netto per azione adjusted si è attestato a 0,48 dollari contro i 43 centesimi indicati dal consensus con ricavi a quota 2,81 miliardi (consensus 2,72 miliardi). L’utile netto è stato pari a 467 milioni di dollari. Alibaba ha anche annunciato un cambio ai vertici. Daniel Zhang diventa nuovo Ceo al posto di Jonathan Lu. Keurig Green Mountain -9,18%. Il produttore di caffè in cialde ha tagliato le stime di ricavi e utili per l’esercizio in corso. Priceline -4,01%. L’agenzia di viaggi online ha annunciato una trimestrale superiore alle attese ma ha fornito un outlook deludente. Nel primo trimestre l’utile per azione adjusted si è attestato a 8,12 dollari su ricavi per 1,84 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 7,72 dollari su ricavi per 1,8 miliardi. Per il trimestre in corso la società stima un utile per azione adjusted compreso tra 10,95 e 11,75 dollari. Il range è inferiore rispetto ai 13,13 dollari indicati dal consensus. Whole Foods -9,74%. Le vendite della catena di s upermercati specializzata nei prodotti biologici sono aumentate nel secondo trimestre meno del previsto a 3,65 miliardi di dollari da 3,32 miliardi di un anno prima. Gli analisti si attendevano 3,71 miliardi. Yelp +23,1%. Secondo indiscrezioni il sito di recensioni potrebbe essere messo in vendita. Europa Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta dell’ottava in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,5% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,7%. Brilla Londra (Ftse100 +2%) dopo la vittoria del partito conservatore del premier David Cameron. Italia Il Ftse Mib segna +0,67%, il Ftse Italia All-Share +0,66%, il Ftse Italia Mid Cap +0,72%, il Ftse Italia Star +1,06%. Mercati azionari europei positivi in avvio: il DAX segna +0,6%, il CAC 40 +0,5%, il FTSE 100 +1,5%, grazie all’inaspettata vittoria dei conservatori del premier Cameron alle votazioni politiche di ieri, e l’IBEX 35 +0,6%. Avvio di seduta positivo a Milano grazie alle trimestrali. In bella evidenza Mediobanca (+2,6%) che ha archiviato il primo trimestre 2015 (il terzo dell’esercizio) con il miglior risultato netto degli ultimi 5 anni, pari a €205 milioni. In riduzione gli accantonamenti su crediti (-39% t/t a €109 milioni) ed il costo del rischio (da 178bps a 136bps), a seguito delle minori attività deteriorate (a €1.173 milioni,-14% a/a e -4% t/t) e sofferenze nette (a €265 milioni, -10% a/a e -2% t/t). UnipolSai (+3,5%) in forte rialzo grazie all’ottimo andamento del primo trimestre 2015, periodo chiuso con utile netto consolidato a 310 milioni di euro (+66,6% rispetto al primo trimestre 2014). Positivi anche i dati della controllante Unipol Gruppo Finanziario (+3,9%). Performance positive per i titoli del settore lusso con Yoox (+2,6%), Moncler (+2%), Salvatore Ferragamo (+1,6%), Geox (+1,8%) e Moleskine (+1,5%) in ascesa. In rialzo Enel (+2%): il primo trimestre del 2015 si è concluso con ricavi in crescita del 9,8% a 19,97 miliardi di euro e un utile netto dalle attività ordinarie in miglioramento di 7,3 punti percentuali a 810 milioni di euro (sostanzialmente in linea con le attese degli analisti). Il debito finanziario netto della società cresce a 39,514 miliardi di euro, con uno scarto di 2,13 miliardi sul dato di fine 2014 derivante da investimenti e da un effetto negativo derivante da alcuni tassi di cambio (principalmente il dollaro). Sul fronte delle cessioni l’importante dossier della vendita del 66% di Slovenske Elektrarne ha registrato il ritiro del gruppo statale Cez, ma anche l’annuncio della prima offerta vincolante da part e del gruppo ceco Eph. Rimarrebbero in campo anche la finlandese Fortum e il consorzio ungherese Mol-Mvn Group. In verde Telecom Italia (+1,4% a 1,05 euro) nonostante che i ricavi nel primo trimestre 2015 siano scesi a 5.053 milioni di euro, -2,6% a/a, e l’utile netto consolidato attribuibile ai soci della controllante sia peggiorato a 80 milioni di euro (222 milioni di euro nello stesso periodo del 2014). Secondo gli esperti di Equita Sim i risultati del primo trimestre di Telecom Italia sono in linea con le attese. Migliora in modo lento ma costante il trend dei ricavi domestici legati ai servizi. La raccomandazione e’ “buy” con prezzo obiettivo di 1,15 euro. Avvio di seduta decisamente brillante per IGD (+4,3%) che ha chiuso il primo trimestre 2015 con utile a €9,2mln (+48,8% a/a) e ha varato il piano industriale 2015-2018. Il piano prevede un tasso di crescita annuo dei ricavi attività locativa del 5%, un miglioramento del ris ultato della gestione finanziaria con diminuzione del costo del debito (previsto a circa 3%) e e l’intenzione del Gruppo di distribuire in dividendi 2/3 circa del FFO (Funds From Operations). Nel corso del periodo IGD prevede anche di completare il piano dismissioni da 150 milioni di euro indicato nel precedente Piano, di cui circa i 2/3 sono già stati realizzati a valori pari o superiori al book value.


I dati macro attesi oggi Venerdì 8 maggio 2015 04:20 CINA Bilancia commerciale apr; 01:50 GIA Verbali BoJ; 08:00 GER Bilancia commerciale destag. mar; 08:00 GER Produzione industriale mar; 09:00 SPA Produzione industriale mar; 10:00 ITA Produzione industriale mar; 10:30 GB Bilancia commerciale mar; 14:30 USA Nuovi lavoratori dipendenti apr; 14:30 USA Tasso di disoccupazione apr; 16:00 USA Scorte e vendite all’ingrosso mar.