Camorra, l’appello del questore di Napoli: Gli imprenditori si fidino dello Stato

61
in foto Antonio De Iesu, questore di Napoli

“Il mio appello lo lancio a tutti i commercianti del quartiere del rione Sanita’ che vivono nella paura di denunciare. Non nell’omerta’, ma nel terrore. Adesso li abbiamo liberati da una cappa asfissiante e possono affrancarsi”. Cosi’ Antonio De Iesu, questore di Napoli, dopo l’arresto di 18 affiliati al clan Vastarella, egemoni sul territorio da diversi anni. Una operazione che questa notte ha visto impegnati oltre duecento agenti che hanno sgominato “un clan a conduzione familiare” che aveva una “enorme capacita’ nell’approvvigionarsi di armi” e di praticare estorsioni. “Un caso emblematico e’ quello di una garagista e suo figlio aggrediti, minacciati, feriti che hanno ceduto ad una richiesta di 20 mila euro – racconta Luigi Rinella, capo della Squadra Mobile – poi si sono affidati allo Stato e sono riusciti a raccontare quello che era accaduto”. Un solo caso, pero’, in un quartiere dove la pressione estorsiva e’ altissima. Da qui il messaggio agli imprenditori affinche’ abbiano maggiore fiducia nello Stato. “Ogni abbiamo dato a loro una iniezione di fiducia, siamo riusciti a togliere fisicamente, dalle loro strade, dal loro territorio, quelle persone che giorno dopo giorno gli passano davanti ai negozi”, dice De Iesu. Figura di spicco della cosca la moglie del boss, Addolorata Staterini “che era la rappresentante del clan, colei che gestiva la cassa e rappresentava il marito Raffaele. Una sorta di portavoce”, ha spiegato Rinella. Non solo repressione “che e’ un tassello di un insieme di iniziative”, ma anche prevenzione. “Bene fanno i rappresentanti della municipalita’, della chiesta, delle associazioni a sorvegliare il territorio con noi”, conclude il questore.