Campania al voto anche in 75 Comuni, 21 oltre i 15 mila abitanti

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La Campania è chiamata al voto domani non solo per il rinnovo del Consiglio regionale ma anche per eleggere 75 sindaci e altrettanti consigli comunali. Nessuno dei cinque capoluoghi di provincia è interessato al voto amministrativo. Le elezioni comunali rappresentano un test significativo, specialmente nei 21 comuni oltre i 15mila abitanti che, nel caso in cui non nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta, andranno al ballottaggio dopo due settimane. In provincia di Napoli si vota in 27 comuni (17 sopra i 15mila abitanti); a Salerno in 21 comuni (3 sopra i 15mila abitanti); a Caserta in 10 comuni (2 sopra i 15mila). Nessun comune oltre i 15mila abitanti è interessato al voto nelle province di Benevento e Avellino. Nel Sannio sceglieranno il nuovo sindaco nove comuni, in Irpinia otto. Per alcune amministrazioni il risultato elettorale avrà certamente riflessi sugli equilibri interni ai partiti. Le situazioni più delicate e interessanti si concentrano nella provincia di Napoli. Ad Ercolano, ad esempio, sono state annullate le primarie del Pd, che esprime il sindaco uscente. La competizione più significativa sarà quella fra due espressioni dei Democratici: l’ala renziana e l’ala opposta. Atteso il risultato del voto a Giugliano (Napoli), comune più popoloso della Campania dopo Napoli. Qui ancora sono stoccati milioni di ecoballe di rifiuti che dovrebbero essere smaltite in un nuovo termovalorizzatore, fonte di perenni polemiche e contrapposizione fra schieramenti politici. Atteso anche il risultato di Pomigliano d’Arco, per due motivi. Primo: qui c’è lo stabilimento Fiat che produce la nuova Panda e ha ripreso a funzionare a pieno ritmo (su tre turni) ed a pieno organico. Quello di Pomigliano è anche lo stabilimento Fiat in cui il sindacato di Landini ha subito la più dura sconfitta. Secondo: a Pomigliano vivono Valeria Ciarambino, candidata alla presidenza della Regione Campania per il M5S, e il vice presidente della Camera e fra i principali esponenti del Movimento, Luigi Di Maio. Delicato il contesto di Quarto dove sono stati esclusi ben quattro candidati a sindaco, compreso quello del Pd, su sette aspiranti. Quarto vanta un triste primato, dal 1997 mai nessun sindaco – che fosse di centrodestra o di centrosinistra – è riuscito a completare il mandato. Nel Napoletano si vota anche a Sorrento. Qui sarà interessante verificare quali effetti ha avuto sull’economia turistica l’approvazione (dopo 34 anni) della nuova legge regionale su turismo.