Campania, filiera delle carni di selvaggina selvatica: avviso pubblico per le case di caccia

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Nell’ambito del programma sperimentale “Monitoraggio delle qualità organolettiche e della sicurezza microbiologica delle carni di selvaggina selvatica” finanziato dalla Regione Campania, il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università “Federico II” di Napoli ha approvato un avviso pubblico per l’individuazione di associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale per la realizzazione, l’adeguamento e il miglioramento di 29 case di caccia e/o centri di raccolta. Così l’annuncio dell’Assessorato all’Agricoltura della Campania. Per ‘casa di caccia’ si intende il punto di raccolta dei capi abbattuti, rappresentato da un locale in prossimità delle zone di caccia e dotato o costituito da una o più celle frigo (fisse o mobili) all’interno delle quali sono stoccate le carcasse di selvaggina selvatica oggetto di attività venatoria e/o controllo. Nelle case di caccia, solo se dotate di un’area apposita idonea ad evitare la contaminazione delle carni, è possibile praticare, oltre alla refrigerazione, anche l’eviscerazione sui grossi capi di selvaggina selvatica. Obiettivo del progetto è sostenere e promuovere la filiera delle carni di selvaggina selvatica cacciata, in particolare quella di cinghiale, agevolare l’applicazione dei criteri di igiene e dei controlli da parte delle Autorità Competenti Locali (ACL), sinergizzati dai medici veterinari coinvolti nel progetto regionale per il piano di monitoraggio della fauna selvatica. Il termine per la presentazione della manifestazione di interesse è fissato per le ore 12 del giorno 14 ottobre 2019..