Campania in zona bianca, al Vomero prove di autoregolamentazione. Ma a Chiaia è guerra tra baretti e residenti

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(foto da Pixabay)

Zona bianca, notte libera dal giorno del solstizio d’estate. Le regole del divertimento notturno cambiano ufficialmente dalla mezzanotte di oggi con la cancellazione del coprifuoco e la possibilità di tornare a stare in giro a bere e divertirsi per tutta la notte. “Da oggi abbiamo maggiore libertà – spiega Aldo Maccarone, presidente dell’associazione Chiaia Night, dei baretti di Chiaia e Falcone, i due luoghi simbolo della movida napoletana -, soprattutto ci siamo liberati dall’ansia di chiudere a un orario preciso, ma abbiamo anche una coscienza della categoria che ci spinge verso un’autoregolamentazione, come avvenuto a via Aniello Falcone, dove tutti i locali, tranne uno, hanno deciso che chiuderanno all’una dal lunedì al mercoledì e alle 2 gli altri giorni. È un segnale che lanciamo, per dire ai giovani di divertirsi ma che il covid esiste ancora”. L’autoregolamentazione sulla chiusura, invece, non ci sarà a Chiaia dove pesa il duro scontro con un’associazione di residenti: “Hanno un atteggiamento molto duro – spiega Maccarone – nei nostri confronti e chiamano continuamente la polizia anche se non ci sono irregolarità. Sarebbe bene sederci a discutere anche con il Comune e la polizia municipale per trovare un punto di equilibrio, ma fino ad allora non ci sarà un’autoregolamentazione sugli orari dei locali di Chiaia”. L’arrivo della zona bianca è stato celebrato abusivamente da alcuni locali di Chiaia che hanno organizzato una sorta di “notte bianca” che però non ha avuto successo e da cui Chiaia Night ha subito preso le distanza: “noi – spiega Maccarone – non siamo inclusi in questa celebrazione, che fatichiamo anche a comprendere. Ci rendiamo conto che c’è tanta voglia di un ritorno alla normalità, ma siamo consapevoli che ci deve essere anche tanta prudenza. Questo è un invito che rivolgiamo anche alla clientela, massima responsabilità e continuare a rispettare le normative anti-Covid”. Intanto sul ballo restano le contraddizioni. I lidi balneari in tutta la Campania la sera organizzano serate musicali e si balla, mentre le discoteche vere e proprie restano chiuse. “Non abbiamo i permessi – spiega all’Ansa Alessandro Esposito, presidente regionale del Silb (Sindacato associazione italiana locali da ballo) aderente a Confcommercio – abbiamo presentato al Cts un protocollo per la riapertura e aspettiamo una risposta che ci hanno detto potrebbe arrivare per il 1 luglio. Ci sono delle regole per le quali possiamo aprire al ballo senza mascherina, creando con il green pass delle bolle che ci permettano di aprire in sicurezza. C’è già stata l’apertura del sottosegretario alla salute Costa e di un’ampia sponda politica, ora aspettiamo la pronuncia di Speranza. Intanto nei lidi non c’è più limitazione sulle tavolate con spettacoli musicali e dopo mesi di privazione si sviluppa una aggregazione “abusiva” ovunque per ballare. Non abbiamo nulla contro i lidi ma in Italia c’è una licenza per intrattenimento danzante, e le discoteche sono sempre state chiuse dal marzo 2020, tranne qualche breve deroga regionale. In Campania ci sono 40 discoteche, ma il settore è al collasso: il 35% delle attivitò è fallito e se non si riapre presto un altro 20-30% chiuderà”.