La Campania perde abitanti, invecchia e fa sempre meno figli. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che emerge dal Censimento permanente della popolazione 2024 dell’Istat (qui il focus e qui l’allegato statistico): un calo contenuto ma costante (-0,2%), compensato solo in parte dall’immigrazione straniera, mentre nascite ai minimi storici e migrazioni verso altre regioni continuano a svuotare il territorio.
Calo demografico: numeri piccoli, tendenza chiara
Al 31 dicembre 2024 i residenti sono 5.582.337, circa 11.500 in meno rispetto al 2023. Il dato non impressiona in valore assoluto, ma conferma una traiettoria ormai consolidata.
La perdita è diffusa, con intensità diverse:
- Napoli registra il calo più consistente (-7.341)
- seguono Salerno, Avellino e Benevento
- Caserta è l’unica provincia in crescita (+1.929)
Meno nascite, più squilibrio
Il vero nodo è il saldo naturale:
- 41.348 nati (nuovo minimo storico)
- 56.784 decessi
Il saldo è negativo per -15.436 unità.
Il tasso di natalità scende a 7,4 per mille (comunque sopra la media nazionale), mentre il numero medio di figli per donna cala a 1,26. Incidono meno donne in età fertile e maternità sempre più tardiva.
Mortalità in calo e vita più lunga
I decessi diminuiscono (-2.118 rispetto al 2023) e il tasso di mortalità scende al 10,2 per mille.
La speranza di vita sale a 81,8 anni, superando i livelli pre-pandemia: si vive più a lungo, ma questo accentua l’invecchiamento complessivo.
Migrazioni: la perdita interna, il recupero dall’estero
La dinamica migratoria è divisa in due:
- saldo interno negativo: -18.460 (più uscite verso altre regioni)
- saldo estero positivo: +16.726
Il risultato netto resta insufficiente a compensare il calo naturale. Napoli è il principale polo di uscita, mentre Caserta si conferma la provincia più attrattiva dall’estero.
Stranieri: crescita e ruolo di riequilibrio
Gli stranieri residenti sono 276.531, pari al 5% della popolazione, in aumento del 4,9%.
Le comunità più numerose provengono da:
- Ucraina (16,2%)
- Romania (11,7%)
- Marocco (9,5%)
La loro presenza:
- rallenta il calo demografico
- contribuisce a ringiovanire la popolazione
Ma non basta a invertire la tendenza generale.
Una regione che invecchia
L’età media sale a 44,5 anni (Italia: 46,9).
Crescono gli over 85 (oltre 157mila) e aumenta l’indice di vecchiaia.
Le donne rappresentano il 51,1% della popolazione e predominano nelle fasce più anziane.
A livello territoriale:
- Caserta e Napoli restano le più giovani
- Benevento e Avellino le più anziane
Dove vivono i campani
La popolazione è fortemente concentrata:
- 53,1% nella provincia di Napoli (quasi 3 milioni)
- 18,9% a Salerno
- il restante 28% nelle altre tre province
Nei comuni:
- quasi metà ha meno di 5.000 abitanti, ma ospita solo l’11% dei residenti
- i centri medi (10-50mila abitanti) risultano i più equilibrati demograficamente
- i piccoli comuni sono i più colpiti da spopolamento e invecchiamento
Il quadro finale
Il censimento Istat restituisce una dinamica ormai strutturale:
- nascite in calo costante
- popolazione che invecchia
- perdita verso altre regioni
- immigrazione che attenua ma non compensa
Non è un’emergenza improvvisa, ma una trasformazione lenta e profonda. E senza interventi su natalità e attrattività territoriale, il trend è destinato a proseguire.





































