Campania nel business militare
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Il settore aeronautico campano vira decisamente verso il mercato militare. Un segmento che, tra velivoli di addestramento, commesse sui caccia da ricognizione e combattimento e sistemi di difesa missilistica muoverà qualcosa Il settore aeronautico campano vira decisamente verso il mercato militare. Un segmento che, tra velivoli di addestramento, commesse sui caccia da ricognizione e combattimento e sistemi di difesa missilistica muoverà qualcosa come 50 miliardi di dollari nel prossimo biennio. Le notizie più recenti provengono da Alenia Aermacchi, società del gruppo Finmeccanica con stabilimenti campani a Napoli, presso lo scalo di Capodichino, e Nola. La società è praticamente unica concorrente nella gara che il ministero della Difesa degli Usa ha avviato per allestire una nuova flotta di addestratori militari. Il partner americano di Alenia, General Dynamics, si defila dall’affare proprio in queste ore e lascia campo libero agli italiani. I modelli che Alenia produrrà sono gli M-346 e, negli Stati Uniti d’America, andranno a sostituire gli ormai datati T-38. L’innovativo velivolo da addestramento consente ai piloti di entrare nei meccanismi di comando dei più moderni caccia presenti sul mercato. Il modello M-346 è già in corso di realizzazione per le forze aeree di Israele, Italia e Singapore ed è oggetto di un contratto in corso di definizione con gli Emirati Arabi Uniti. Parte della produzione potrebbe essere dirottata proprio in Campania, dove però l’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, deve risolvere dei problemi legati alla produzione. Secondo fonti bene informate sul consiglio di amministrazione che il gruppo ha effettuato in settimana l’ostacolo principale è rappresentato dalle lamentele che Boeing, colosso dell’aviazione civile e tra i principali clienti di Alenia Aermacchi, ha fatto pervenire alla casa madre in relazione ai ritardi nella produzione e consegna di parti dei modelli 787 Dreamliner da parte dei siti campani. La principale regione del Sud avrà invece un ruolo di primo piano, notizia di queste ore, nell’eventuale rilancio del programma Meads, un sistema missilistico di difesa molto avanzato a cui lavorano Mbda (sede campana a Bacoli in provincia di Napoli) e gli americani di Lockheed Martin, con cui Finmeccanica sta rafforzando i rapporti negli ultimi tempi. La tecnologia militare avanzata potrebbe davvero rilanciare il settore aeronautico campano. Lo dimostra l’iniziativa di Aero Sekur, che in settimana apre uno stabilimento produttivo a San Pietro Infine (Caserta). La società, casa madre a Londra e divisione americana nel New Jersey, è già presente in Italia ad Aprilia, Genova e Torino. In Campania lavorerà al programma degli F-35, gli aerei da combattimento di produzione americana. La fabbrica di Caserta si concentrerà sulla enclosure, sarebbe a dire una struttura gonfiabile all’interno della quale è possibile effettuare la manutenzione a terra dei caccia. Non solo. La tecnologia insediata nel nuovo stabilimenton consente anche di replicare le condizioni delle aree desertiche e testare la tenuta stagna dell’aereo e l’immunità delle sue parti meccaniche a sabbia e polvere. Nel mercato militare entra, anche se non con l’intenzione di farne un core business – se mai un elemento di diversificazione – la Tecnamdi Capua (Caserta). L’azienda annuncia la progettazione del modello P-Jet, un biposto con motore singolo turbo-fan. Ideato per il trasporto rapido ed efficiente in ambito civile può essere utilizzato, e sarà presentato come tale, anche presso le scuole militari oltre che per missioni di monitoring e collegamento rapido. “Affidabilità del motore, robustezza strutturale e introduzione del paracadute balistico fanno di questo modello un velivolo assolutamente sicuro”, dicono i progettisti. “L’addestramento primario delle forze armate – aggiungono – è uno degli utilizzi primari a cui è destinato il jet”.