Campania, più antibiotici ma meno anti-depressivi

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Non perde il primato negativo nel consumo di farmaci: la Campania figura sempre al vertice tra le regioni con i valori più elevati per spesa pubblica territoriale (291,7 euro pro capite) Non perde il primato negativo nel consumo di farmaci: la Campania figura sempre al vertice tra le regioni con i valori più elevati per spesa pubblica territoriale (291,7 euro pro capite) ed è quella con la più alta spesa territoriale totale (397,8 euro pro capite, comprensiva della spesa privata). È però, al contempo, la Regione in cui si registra il minor sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera 2013 (il cui tetto è del 3,5 per cento). Non è una buona notizia in sé, perché c’è anche chi non lo supera, ma almeno in questo non è tra le peggiori. Il rapporto Osmed dell’Agenzia italiana del farmaco, da cui arrivano questi dati, fotografa un paese in cui cresce la spesa per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, ma soprattutto aumenta l’acquisto privato da parte dei cittadini di medicinali di fascia A, cioè rimborsabili dal Sistema sanitario nazionale. Diminuisce, invece, l’acquisto di medicinali in fascia C, a carico del cittadino. Medicinali specchio della crisi e della società, dunque. Primato campano anche nell’uso di antiaggreganti, anticoagulanti e antibiotici. “Non sorprende – spiega Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli–: è un dato che si ripete da diversi anni. Le spiegazioni sono molteplici: più elevato è lo status sociale medio, meno patologie sono presenti. L’elemento ambientale è un secondo fattore, accompagnato anche dall’età media della popolazione. A fronte del fenomeno migratorio che riguarda soprattutto i più giovani, i residenti sono per lo più anziani. E se è vero che l’80 del consumo è legato alle persone oltre i 70 anni e ai bambini in età pediatrica, il dato si spiega. Però un valore positivo nel rapporto Osmed c’è: la Campania è fanalino di coda per l’uso di antidepressivi”. L’uso di farmaci, però, ha anche un risvolto culturale. Ne è convinto Silvio Colesanti, tesoriere dell’Ordine. “Al Sud il farmaco è visto come bene di largo consumo. E va aggiunto che in Campania, dove il numero di esenzioni per reddito è elevato, ci si fa prescrivere anche categorie di farmaco a basso costo. Ecco che si spiega il numero più alto di ricette”. I dati, però, servono anche per individuare soluzioni. Quali sono le chiavi per correggere le storture? “Innanzi tutto il corretto uso dei farmaci – prosegue Santagada –: abbiamo lanciato già diverse campagne di sensibilizzazione. I dati negativi si sanano con la prevenzione. Per questo stiamo organizzando una nuova campagna di educazione sanitaria sulle malattie sessualmente trasmissibili, che partirà dopo l’estate. Questi dati, inoltre, dimostrano anche la stretta correlazione tra crisi e salute. Ecco perché martedì presenterò in Consiglio il testo di un’intesa che sigleremo a breve con l’Ordine degli psicologi della Campania per prevedere la presenza di un loro specialista all’interno delle farmacie, a titolo gratuito”. Rientrano in questo piano di prevenzione anche le iniziative di aggiornamento: l’ultima ha formato 500 farmacisti all’uso del defibrillatore e alle manovre di rianimazione.