Canada, successo a Montreal per lo studio senese sulla “stretta di mano robotica”

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Lo studio sulla “stretta di mano” tra uomo e un robot, condotto all’Università di Siena, è stato premiato a Montreal in una delle più importanti conferenze internazionali di robotica, la International Conference on Robotic and Automation (ICRA). Il lavoro, pubblicato nell’articolo “The Role of Closed-Loop Hand Control in Handshaking Interactions” riguarda il sistema di controllo della forza di interazione durante una stretta di mano tra un essere umano e un robot, e ha ricevuto la nomination come finalista per il miglior articolo scientifico sul tema dell’interazione tra l’uomo e la macchina. Gli autori dello studio sono Francesco Vigni, che ha collaborato al lavoro durante la sua tesi magistrale all’Università di Siena e attualmente è dottorando presso il TUM di Monaco di Baviera, Domenico Prattichizzo, professore di Sistemi Automatici e Monica Malvezzi, professoressa di Meccanica, entrambi del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e scienze matematiche dell’Ateneo senese, e Espen Knoop, ricercatore presso Disney Research di Zurigo.
La stretta di mano è un’importante interazione sociale, una comune forma di saluto in molte parti del mondo e espressione di consenso e accordo in molti contesti sociali. Nella robotica è possibile trovare vari esempi di strette di mano tra uomini e robot o tra robot e robot, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di interazioni esemplificative, utili per mostrare diversi sistemi robotici e mani antropomorfe. Non esistono ancora molti studi quantitativi su questa interazione e non è facile descrivere ciò che permette di definire una stretta di mano “buona” o “cattiva”. Il lavoro presentato da Vigni, Knoop, Prattichizzo e Malvezzi ha l’obiettivo di identificare quali sono i fattori del sistema di controllo della forza con cui la mano robotica stringe quella umana che rendono questa interazione più simile a una stretta di mano tra due persone, e come è possibile regolarli per attribuire diversi tipi di “personalità” al robot. L’articolo è il frutto della collaborazione tra il SIRSLab del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche di Siena, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e il centro di ricerca Disney Research di Zurigo.