Canta che ti passa. Magari fosse vero…

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(fonte foto Imagoeconomica)

Al momento, a mò di esorcismo, forse sarebbe più appropriato riferirsi al brano di Giorgio Gaber che riempi le ugole a fine degli anni ’60. Il titolo: Canta che ti passa la paura, certamente più in sintonia con lo spirito del tempo. L’annuale e rituale kermesse canora per antonomasia si é conclusa questa mattina prestissimo e quindi sarebbe stato il caso di dirsi arrivederci all’anno prossimo tra i cantanti- per carità, artisti non è il caso – -i presentatori e gli spettatori, sia quelli presenti che quanti erano collegati in qualche modo con il mitico teatro Ariston di Sanremo. Non andrà così, in quanto quella forma di happening terrà banco per almeno un mese.Del resto, la cosiddetta Famiglia Canterina cantata dal trio Lescano, declinato tutto al femminile, che tanto fece audience anche durante il ventennio, è ancora oggi accennata dagli ormai rari sopravvissuti a quella stagione. Ottima droga legalizzata, assunta dagli italiani e non solo da loro, ha distratto l’attenzione di tutti quanti indicati innanzi da quanto è accaduto durante la settimana, che non è stato poco. A cominciare da quanto si sta verificando a livello economico, nonchè politico e sociale. I primi attori protagonisti assoluti continuano a essere i dazi. Seppure di diversa natura, hanno invaso il campo dove giocano i fondamentali dell’economia, se non di tutti, quasi, gli stati che hanno rapporti di scambio oltre i propri confini.
Per ipotesi essi alterano, talvolta in maniera molto dannosa, i naturali andamenti commerciali. Essi, difatti, finiscono con falzare se non inficiare del tutto i risultati che si ottengono normalmente quando i mercati sono liberi e il relativo prezzo di un bene o di un servizio è quello che si determina all’incontro delle curve della domanda e dell’ offerta. Esso è originato solo dalle proprie caratteristiche, non viziate da interventi esterni che non hanno, sic et simpliciter, niente a che fare con costi e ricavi. Il Governatore della Banca d’ Italia, Fabio Panetta, intervenendo ieri a Torino al Forex Assiom, ha confermato, tra gli altri, il pensiero suo e dell’ Ufficio Studi dell’ Istituto che presiede che, seppurr i dazi facciano parte, a pieno titolo, dei vari tipi di imposte indirette, hanno quasi sempre effetti deleteri per gli scambi commerciali tra i vari paesi. È ancora vero quanto era addirittura prassi nell’ immediato dopoguerra: “fatta la legge, trovato l’inganno”. Un sistema economico basato sulla libertá del mercato non può rimanere indifferente nei confronti di operatori economici che intendono percorrere strade diverse da quelle principali. Senza che in nessun modo sia scambiato il corretto agire con il risultato deviato da mezzucci quali alcune forme di triangolazione o addirittura dalla messa in atto di operazioni contabili di affari mai avvenuti, messe in atto solo sulla carta. Non è il caso di arrendersi di fronte ai fenomeni descritti, molte volte proprio da chi li ha messi in essere. In campagna gli agricoltori, alle prese con un fatto imprevisto che potrebbe inficiare il risultato da essi programmato, per farsi forza dicono all’unisono:”forza e coraggio!”