Cantine Settesoli compie 60 anni, pionieri in ricerca ed enoturismo

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Agrigento, 6 set. (Labitalia) – E’ nata nello stesso anno in cui veniva pubblicato ‘Il Gattopardo’ di Tomasi di Lampedusa, nel 1958, a Menfi (Agrigento), e proprio nello storico romanzo siciliano si menziona un feudo chiamato Settesoli, lo stesso da cui prende il nome. Compie 60 anni Cantine Settesoli, una delle più grandi cooperative vitivinicole, punto di riferimento per 2.000 agricoltori, che in questo angolo di Sicilia – che da Menfi si espande oltre Montevago, Contessa Entellina e Santa Margherita di Belìce e abbraccia tre province – coltivano oltre 30 varietà di uve su 6.000 ettari di terra, rappresentando il 7% del vigneto dell’Isola.

Un vero e proprio motore di sviluppo economico per l’intero territorio, che coinvolge il 70% delle famiglie che vivono in questa parte della Sicilia sud-occidentale, in un percorso di cooperazione che aggrega piccoli viticoltori in un grande vigneto. Da pochi mesi alla guida di Cantine Settesoli, Giuseppe Bursi afferma che “quello dei 60 anni è un anniversario importante: 60 anni di questa struttura sono un traguardo che è giusto sottolineare”. “Io mi sono insediato da pochi mesi e ho trovato una struttura che già conoscevo, sicuramente importante, che esporta in tanti paesi nel mondo. Però, ritengo che ci sia ancora tanta strada da percorrere”, aggiunge.

“Noi abbiamo una mission – spiega – che è quella di valorizzare sempre di più i nostri brand, sia Settesoli e Inycon per la grande distribuzione, sia soprattutto Mandrarossa che sono i nostri vini di punta. E su questo stiamo lavorando molto, anche con azioni di marketing che ci consentano di migliorare quelle che sono le nostre performances sia sui mercati nazionali sia soprattutto su quelli internazionali. Abbiamo un paio di focus che stiamo facendo su Stati Uniti e Giappone perché pensiamo che siano dei mercati di riferimento importanti e quindi su quello ci stiamo concentrando per rivedere anche degli accordi con i nostri distributori, perché riteniamo che Cantine Settesoli, per il rapporto qualità/prezzo che ha dei propri vini, possa pensare di ottenere di più rispetto a quello che finora ha fatto”.

La cooperativa è molto impegnata anche sul fronte della responsabilità sociale, a partire dal territorio che la ospita con i propri vigneti a incorniciare Selinunte, il più grande parco archeologico d’Europa. “Settesoli, a parte il ruolo sociale che svolge per i suoi duemila soci, più tutti quelli che sono i soggetti che lavorano nell’indotto, e per il quale abbiamo chiarissima – rimarca il presidente Bursi – la responsabilità che assumiamo nel momento in cui gestiamo una cooperativa così importante, si è distinta anche per la sponsorizzazione, o meglio per l’aiuto, intervenendo finanziariamente, nel costruire tutto l’impianto di illuminazione per le cinte murarie di Selinunte, più una strada di accesso che porta al tempio C”.

“Questa è una cosa – assicura – che noi intendiamo continuare nel futuro. Ne abbiamo parlato anche con l’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa: sicuramente vogliamo continuare a sostenere la cultura e l’arte siciliana, perché riteniamo che il connubio arte-vino sia assolutamente importante”.

“Potremmo intervenire, ne stiamo discutendo, nel recupero – annuncia -delle grotte dell’Addaura, al cui interno sono presenti graffiti di una valenza culturale enorme, ed è molto probabile che insieme all’assessorato ai Beni culturali continueremo questa collaborazione, che penso sia utile sia al bene comune, quindi alla cultura, sia anche a Settesoli perché continua un percorso già avviato che mette insieme arte e vino”.

Settesoli è stata anche la prima azienda di vino in Italia a certificare la tracciabilità dell’intera filiera di produzione, dal vigneto alla cantina, e fa della ricerca e dell’innovazione le proprie parole d’ordine. Il patrimonio viticolo conta su vitigni tradizionali della fascia mediterranea e su cultivar di più recente importazione, con uno sguardo sempre attento alle innovazioni. Da sempre investe nelle tecnologie per migliorare la qualità delle uve. Ogni anno, ad esempio, si fa la vendemmia notturna geo-localizzata delle uve a bacca bianca più delicate, per preservarne intatti le qualità e i profumi.

“Noi siamo una cantina sociale, però allo stesso tempo – osserva il presidente Bursi – abbiamo chiaro che sul mercato bisogna essere competitivi e per esserlo devi fare ricerca ed essere innovativo. A questo proposito, noi abbiamo fatto parecchi studi su tutta una serie di suoli e abbiamo individuato alcune zone di elezione per la produzione di un bianco e di un rosso, che saranno i due vini che presenteremo al prossimo Vinitaly: vengono da terreni calcarei ma selezionati con molta attenzione attraverso studi cui hanno partecipato diverse università italiane”.

“Riteniamo che sia indispensabile – ribadisce – tentare di capire meglio quelle che sono le reazioni della pianta ai terreni, le tecniche di vinificazione. Siamo convinti che questa sia la strada maestra per poter migliorare la qualità dei nostri prodotti e credo che questi due nuovi prodotti saranno la dimostrazione che, se si lavora attraverso la ricerca, la sperimentazione, l’innovazione, i risultati alla fine vengono. E quindi io sono abbastanza ottimista che saranno due grandi vini”.

Quanto alla vendemmia in corso, avverte il presidente di Cantine Settesoli, “è stata sicuramente complicata”. “Abbiamo avuto parecchia pioggia ad agosto, cosa che in Sicilia – fa notare – è veramente strana, per cui abbiamo una situazione un po’ diversificata: nella parte che va verso il mare, le uve sono ottime e in ottima quantità e questo ci fa ben sperare per la qualità dei vini; nella parte interna, ci sono alcune zone che sono state danneggiate da peronospera, oidio, un po’ di botrite, quindi i coltivatori hanno dovuto fare parecchi trattamenti e c’è qualche partita che sicuramente non è al top. Però, confidiamo nel fatto che la buona parte di uva che abbiamo raccolto nella parte marina ci consentirà comunque di avere una buona qualità dei nostri vini”.

E proprio durante la vendemmia Cantine Settesoli, che è stata pioniera dell’enoturismo in Sicilia, organizza ogni anno il ‘Mandrarossa vinyard tour’, giunto alla settima edizione. “E’ una manifestazione di grande richiamo – dice Bursi – in un posto molto bello, un evento molto importante per noi, che raccoglie 3-4mila persone. Ma sono quasi tutte siciliane e noi pensiamo che dobbiamo andare un po’ oltre: dobbiamo tentare di far diventare questo evento un evento nazionale e io spero anche internazionale. Credo che ci siano tutti i presupposti perché ciò possa avvenire”.

“Sul fronte dell’enoturismo, a fine luglio, abbiamo anche lanciato – prosegue – delle serate il giovedì, in cantina c’è sempre un evento, che sia musicale, teatrale o mostra fotografica. Quindi, stiamo cercando di portare sempre più gente in cantina: il numero dei nostri visitatori è aumentato, ma è ancora basso. Dobbiamo lavorare molto su questo, perché solo avvicinando le persone alla cantina queste parleranno di noi e dei nostri vini”.