Capire il cambiamento climatico – Experience exhibition: al Mann in mostra un’idea del fare

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di Fiorella Franchini

Il Mann entra da protagonista nel dibattito ambientale contribuendo al diffondersi di una nuova sensibilità, ospitando nelle sue sale la prima “mostra immersiva” dedicata al cambiamento climatico. Un tema insolito per un museo la cui funzione è essenzialmente quella di conservare la bellezza delle opere umane, eppure gli studi più recenti hanno dimostrato un nesso tra la storia delle civiltà e i mutamenti dei loro ecosistemi. Il direttore Paolo Giulierini guarda al prossimo futuro e amplifica il messaggio che scienziati e intellettuali lanciano alla politica, all’economia, ai comuni cittadini. E’ sotto i nostri occhi l’impatto che i comportamenti dell’uomo stanno avendo sul pianeta ed è un processo innaturale, frenetico e spesso irreversibile. “Capire il cambiamento climatico” – Experience exhibition – è una mostra che porta alla scoperta del fenomeno del riscaldamento globale e dei suoi effetti sul clima attraverso centinaia di immagini, scatti di grandi maestri della fotografia e filmati del National Geographic per comprendere cosa stia succedendo e quanto sia ancora possibile fare. Prodotta da Otm Company e Studeo Group in collaborazione con National Geographic Society e con il patrocinio di Società Meteorologica Italiana Onlus, la consulenza scientifica del suo Presidente Luca Mercalli, Regione Campania e Comune di Napoli, l’allestimento conduce il visitatore lungo un percorso emozionale che parte dalle meraviglie della Natura, lussureggiante e incontaminata, con le sue distese di foreste, i mari e i ghiacciai, il mondo animale e lo mette a confronto con gli ambienti degradati. Si raccontano, in un susseguirsi di flash e di dati, le devastazioni, l’inquinamento dell’aria e delle acque, l’invasione delle plastiche. Verso quale realtà stiamo andando? Che cosa possiamo fare? Alla contemplazione del passato rappresentato dagli splendidi reperti del Museo Archeologico di Napoli, fa eco la preoccupazione per il nostro tempo prossimo venturo. Non si può più voltare lo sguardo. Lo sanno gli studiosi, i movimenti ecologisti, come il Friday for Future attraverso il quale i ragazzi di tutto il mondo gridano in piazza lo stop agli sprechi, la modifica dei modelli economi e di sviluppo che devono essere necessariamente improntati ad un maggior risparmio delle risorse ambientali. La terza sala è proprio dedicata alla consapevolezza, a misurare, attraverso giochi interattivi, quanto i nostri gesti quotidiani influiscano sull’ecosistema planetario. Un’esposizione singolare, dunque, che mette in mostra i dati scientifici, due studi condotti in Italia da scienziati della NGS nelle isole di Ischia e Tremiti, infografiche e un monitor touch screen che forniscono informazioni sui cambiamenti climatici del passato e del futuro e sulle soluzioni da adottare per contrastare i fenomeni. Viene in mente un’immagine evocata da Fabrizio Caramagna: “Anno 2200 DC. Il museo aveva un’unica sala e in quella sala c’era l’ultimo filo d’erba rimasto al mondo. I visitatori lo osservavano con stupore e pensavano a quanto dovesse essere verde il mondo centinaia di anni prima”. Noi che possiamo ancora guardare le meraviglie della nostra Terra abbiamo la responsabilità di agire. Mettere in mostra un’idea del fare: fino al 31maggio 2020, al Museo archeologico di Napoli si può.