Da Capo Passero e Lilibeo ci illudiamo di vedere la Madonnina, invece è l’Africa

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in foto Domenico Lucano, sindaco di Riace

Ci pesa tanto essere terroni. Vorremmo dimenticarlo e, magari, considerarci padani. Oggi persino la Confindustria, seppure il presidente sia meridionale. Non ne abbiamo le qualità e neppure l’orgoglio. Crediamo che basti votare per la Lega, come fanno per integrarsi i nostri conterranei costretti a emigrare. Non sappiamo difendere la nostra identità, né cultura e tradizioni ereditate dagli antenati. Il polentone è più evoluto e vota compatto. Noi speriamo nell’elemosina del M5S, con simpatie per il Nord cui vorremmo appartenere fingendo di non sentirne il disprezzo.

Con tanto denaro si possono finanziare rivoluzioni
Si sente parlare di un miliardo di utile netto ai Benetton e altri. Sono una barca di soldi che nessuno ha il diritto di guadagnare mentre ponti e viadotti crollano per la manutenzione inadeguata. Ma non importa che tanta povera gente muoia. Accanto a milioni di persone che vivono in miseria, a chi gode di misere pensioni, ai quarantenni che non trovano lavoro, a chi non è in grado di formare una famiglia e sta ancora in casa coi genitori, c’è una società parallela che con la complicità di qualsiasi governo sguazza nell’opulenza. Altro che vitalizi! Chi protegge costoro?

Non ha rubato, perciò lo stupido Sindaco di Riace è finito ai domiciliari
Ha violato la legge che impone agli amministratori pubblici di abusare di potere o, almeno, di rubare. Lui, invece, si è ostinato a risolvere qualche problema sociale e umano, senza neppure arricchirsi come si fa oggi. Il suo è un reato contro il buonsenso, che, se continua il trend, prima o poi colpirà anche chi per ora esulta. Comincia così – ce lo insegna la storia – la legittimazione del sopruso e dell’ingiustizia. Ripopolare le città abbandonate da chi emigra non è da ammirare ma da arrestare. Come pure regolarizzare e dare lavoro a tanti profughi che, così, non delinquono.

Non facciamoci conoscere all’estero, le balle raccontiamocele tra noi
Seppure docente universitario, vedendo davanti a sé tanti volti neri, il Premier spiega a modo suo all’ONU che cos’è il populismo. Dice trattarsi di rispetto per la sovranità degli elettori. Ma quegli africani, anche loro giuristi, sanno bene che, invece, vuol dire proprio il contrario. Cioè, speculare sulla credulità e ingenuità del popolo, promettendo ciò che vuole sentire, anche se molto difficile da realizzare. E gli ridono in faccia. Il mi8nistro Tria voleva mantenere la dignità di rispettare il giuramento per agire negli interessi degli italiani. Non c’è riuscito. Neppure a dimettersi.

Nonostante l’esperienza di Pinocchio, il popolo crede ancora al Gatto e alla Volpe
Come la medicina, l’economia è una scienza complicata. Eppure, ognuno di noi, ignorante in entrambe, influenzato da chi insegue il potere sulla pelle della gente, ha la presunzione di saperne più degli esperti. Mettiamo in dubbio la validità dei vaccini, rischiando la salute dei nostri figli. Uscendo dall’euro rischiamo un disastro economico che ridurrebbe il paese in miseria. la povera Lira non ce la farebbe a sostenere il peso della corruzione dilagante e delle mafie. Chiunque governi, accontentiamoci del benessere in cui viviamo, che è superiore a quello che meritiamo.

Se siamo in società col altri, non possiamo fare come ci pare
Non è vero, come ci vogliono far credere, che l’Europa è un nemico dell’Italia. È una società di cui facciamo parte e che divide con noi rischi e benefici. Gli altri 18 paesi dell’euro sono nostri soci e hanno interesse che le economie di tutti, strettamente collegate tra loro, vadano bene. Quindi, accusare L’UE di far crescere il nostro spread è una fandonia (o pericolosa ignoranza). Nessuno lo spera, né gli conviene, perché comprometterebbe il bilancio della società cui appartengono anche tutti. È un’eresia. Più saggio e onesto sarebbe rispettare le regole condivise.

Finirà come il lupo e l’agnello, ma anche peggio
Credendosi uno scienziato, voleva migliorare la razza. Cos’, con la scusa di ripopolare la città morente, perché abbandonata, e dare lavoro ai profughi, li adescava. Faceva accoppiare femmine africane con maschi calabresi anziani che purtroppo non erano più fertili. Perché l’incrocio fosse legale li sposava tra loro. I tutori della razza, però, per fortuna oggi al potere, temendo che nascessero bimbi più intelligenti, l’hanno fatto giustamente arrestare. È successo il finimondo. Non come un tempo tra destra e sinistra, che non esistono più. Ma tra populisti e coloro che non contano e ai quali si dà qualsiasi colpa. L’hanno imparato da Fedro. È l’unica favola che hanno letto.