Caporalato a Caserta, la Flai Cgil: Attivare subito un tavolo istituzionale

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Dopo l’arresto da parte della Guardia di Finanza di due “caporali”, un tunisino e una ucraina, che ogni giorno reclutavano decine di braccianti agricoli che finivano a lavorare nei campi del Casertano, con orari massacranti e paghe da fame, la Flai-Cgil Caserta e Campania chiede subito un tavolo istituzionale in Prefettura con Regione, Provincia e Comuni. Il sindacato chiede che venga applicato la norma “fuori dal ghetto” della legge 199 sul caporalato, che prevede l’istituzione di un servizio di trasporto e collocamento pubblico per i braccianti agricoli. “L’intervento dei finanzieri – sottolinea Igor Prata, della Flai Cgil Caserta – nasce anche dal lavoro svolto in questi anni con l’iniziativa del sindacato di strada. Adesso l’auspicio e’ che le aziende sane e le organizzazioni di categoria del casertano facciano un passo avanti per valorizzare le produzioni e i diritti dei lavoratori, promuovendo un modello etico che non sia solo repressivo, ma che rappresenti il riscatto per l’intero comparto agroalimentare”. “Dopo questi fatti incresciosi che denunciamo da anni a Caserta e in Campania – dice il segretario regionale della Flai Cgil Campania, Giuseppe Carotenuto – ora e’ arrivato il momento di attivare al piu’ presto un tavolo istituzionale in Prefettura con Regione, Provincia e Comuni. In questo modo potremo mettere fuori gioco i caporali e ristabilire un clima di legalita’ e di tutela dei diritti dei lavoratori”. Sulla vicenda e’ intervenuta anche la segretaria nazionale della Flai Cgil, Ivana Galli, che domani sara’ proprio a Caserta per partecipare al congresso provinciale della Flai Cgil Caserta, in programma all’Hotel Vanvitelli (ore 9.30). “L’operazione anti caporalato e gli arresti di sabato nel casertano – afferma – dimostrano quanto sia efficace la Legge 199 e come grazie ad essa le forze dell’ordine posso agire perseguendo sfruttatori e caporali.