Capri, dirottati in periferia i compattatori dei rifiuti

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Spostati d’autorità, dalla centralissima via Roma al Cimitero, i compattatori di rifiuti della municipalizzata isolana, la Capri Servizi, che ogni giorno, durante tutto l’anno e anche nelle ore notturne producono rumori d’intensità e durata tali da superare il limite della normale tollerabilità.
Da tempo i motori dei compattatori e degli autocarri che si avvicendano intorno agli stessi rubavano ore di prezioso sonno agli abitanti di via Roma fin quando uno di loro non si è rivolto all’autorità giudiziaria per limitare i danni derivanti alla sua salute e a quella dei conviventi.
L’azione, per quanto basata su prove evidenti, come un’attenta perizia fonometrica, ha richiesto più tempo del previsto per le incertezze esistenti in materia sulla giurisdizione (Tar o Giudice Ordinario) e per la strenua resistenza della Capri Servizi che , spalleggiata dal Comune, non aveva alcuna intenzione di spostare i mezzi dal centro per evidenti motivi di economia.
Dopo un’iniziale ricorso d’urgenza (art. 700 cpc) al Tribunale di Napoli che ha declinato la propria giurisdizione in favore del Tar è stato adito quest’ultimo giudice che dopo avere ascoltato ripetutamente i difensori delle parti, avv. Salvatore Montefusco per la ricorrente e Alessandro Limatola per gli enti, ha delibato in tempi alquanto ragionevoli per consentire finalmente un sano riposo per questa estate ai residenti di Via Roma.
L’ordine immediato di spostare i rumorosi mezzi, siglato dal Presidente Santino Scudeller della quinta sezione del Tribunale Amministrativo Regionale e dalla relatrice Diana Caminiti, è stato giustificato dall’esigenza costituzionale di salvaguardia della salute garantito dall’art.32 della Carta.
I giudici non sono stati insensibili alle ragioni del Municipio caprese che ha affidato alla sua municipalizzata la gestione del ciclo dei rifiuti con un occhio rivolto anche all’economicità delle spese, ma tra le ragioni organizzative ed economiche e quelle della salute umana hanno prevalso queste ultime.
Notevoli i profili d’interesse giuridico dell’ordinanza che, oltre ad affermare l’esclusività della giurisdizione amministrativa in materia, mediante rinvio alle più recenti decisioni della Suprema Corte, ha affermato il potere del giudice di controllare le modalità operative del ciclo dei rifiuti se queste diventino, come nella specie, occasioni di danno per la salute dei cittadini.