Capua, il futuro oltre la Terra nel libro di Ghidini: confronto tra ricerca, industria e studenti al Cira

37

Al Cira – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali si parla di spazio, ma con i piedi ben piantati nella realtà. È stato presentato a Capua “Homo Caelestis”, l’ultimo libro di Tommaso Ghidini, pubblicato da Longanesi. In sala dipendenti del Centro, studenti universitari, rappresentanti del mondo della ricerca e dell’industria aerospaziale: un pubblico tecnico, ma curioso di andare oltre i numeri e i progetti.

L’incontro è il secondo appuntamento di “Spazio Letterario”, il format promosso dal Cira per mettere in dialogo cultura scientifica, innovazione e società attraverso libri e autori capaci di raccontare le grandi sfide tecnologiche del nostro tempo.

Un ingegnere europeo tra ricerca e missioni spaziali

Ghidini, ingegnere aerospaziale con una lunga esperienza nei programmi spaziali europei, ha ricoperto ruoli di responsabilità nell’ingegneria e nello sviluppo tecnologico, contribuendo a numerosi progetti di ricerca applicata. Oggi guida in ESA – Agenzia Spaziale Europea la divisione che garantisce l’integrità strutturale dei programmi e delle missioni dell’agenzia.

Nel libro intreccia scienza, tecnologia e visione: dall’evoluzione dei materiali alle sfide della sostenibilità in orbita, fino al peso della cooperazione internazionale. “Homo Caelestis” propone una riflessione accessibile ma rigorosa su cosa significhi diventare una specie capace di vivere e lavorare oltre la Terra. Non fantascienza, ma metodo: progettare per condizioni estreme, testare, validare, imparare dagli errori.

Frosini: Confronto necessario sulle competenze del futuro

Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali del presidente del Cira, Tommaso Edoardo Frosini, professore ordinario di diritto pubblico comparato presso l’Università Università Suor Orsola Benincasa.
“Il Cira è un luogo in cui l’innovazione si trasforma in soluzioni concrete. Ospitare la presentazione di ‘Homo Caelestis’, all’interno di ‘Spazio Letterario’, significa offrire al nostro personale e ai giovani un’occasione di confronto sul futuro dell’esplorazione e sulle competenze che l’Italia può mettere in campo”, ha dichiarato.
Nel dialogo con il pubblico, Ghidini ha insistito sulla necessità di un approccio sistemico alle missioni spaziali: costruire fiducia tra discipline diverse, integrare competenze, accettare la complessità. Un messaggio che ha trovato ascolto tra i ricercatori del Centro e tra gli studenti, chiamati a misurarsi con la prossima generazione di programmi spaziali.

Il Cira, hub nazionale dell’aerospazio

La presentazione ha confermato il ruolo del Cira come hub nazionale per le tecnologie aerospaziali, capace di connettere ricerca, industria e formazione.

Il Centro è una società pubblico-privata con sede a Capua, partecipata dal CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, socio di maggioranza, da enti pubblici locali e da industrie del settore. Ha ricevuto dal Governo l’incarico di realizzare e gestire il Programma Nazionale di Ricerca Aerospaziale (Pro.R.A.), che gli ha consentito di dotarsi della più ampia infrastruttura di ricerca aerospaziale in Italia, con impianti di prova unici al mondo e laboratori all’avanguardia.

L’aggiornamento del Pro.R.A. nel 2020 ha avviato un nuovo ciclo pluriennale di progetti strategici e nuovi laboratori nei settori dell’aviazione sostenibile e sicura, dell’advanced air mobility, dell’accesso e dell’esplorazione spaziale, dei sistemi di propulsione aeronautica e spaziale, dell’osservazione della Terra, del volo suborbitale e stratosferico.

In questo scenario, “Homo Caelestis” si inserisce come strumento di divulgazione di alto profilo: utile al pubblico generalista ma anche agli addetti ai lavori, chiamati a confrontarsi con innovazione, sicurezza, etica e responsabilità. Perché la corsa allo spazio non è solo una questione di tecnologia. È una scelta culturale.