Carcere di Pozzuoli, striscione contro gli agenti. Il sindacato di polizia: Rimuovere il garante dei detenuti

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Si susseguono le manifestazioni contro la Polizia Penitenziaria dopo le notizie dei pestaggi dei detenuti avvenuti il 6 aprile 2020 nel carcere casertano di Santa Maria Capua Vetere. Dopo quelli trovati a Roma e a Cagliari dei giorni scorsi, questa volta uno striscione denigratorio con la scritta “Polizia Penitenziaria = Mafia. Il carcere è tortura, Aboliamolo!” è stato esposto a Pozzuoli, in provincia di Napoli. Nei giorni scorsi il provveditore reggente delle carceri della Campania Carmelo Cantone, attraverso una circolare, ha consigliato ai poliziotti della Penitenziaria di recarsi al lavoro indossando abiti civili e non la divisa, per evitare di farsi riconoscere in strada ed esporsi al rischio di ritorsioni.

Il Sindacato di Polizia Penitenziaria contro Ciambriello

Il Sindacato di Polizia Penitenziaria ha chiesto le dimissioni del garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello. A motivare la richiesta le affermazioni di ieri durante la conferenza stampa sui fatti di Santa Maria Capua Vetere, in particolare modo sull’esistenza, a detta del garante, di immagini ancora più raccapriccianti dei pestaggi che sarebbero in mano agli inquirenti. “Alla nostra richiesta di abbassare i toni per consentire alla magistratura di lavorare in serenità, si risponde con una conferenza stampa dai toni allarmistici che non rispondono alla verità dei fatti accaduti. Ciambriello dovrebbe spiegare come fa a dire certe cose, come se avesse avuto accesso ai filmati, un’eventualità impossibile”, ha dichiarato il segretario generale del Spp Aldo Di Giacomo.

Polemica con Saviano: Ricostruzione fantasiosa dei fatti
“È ancora forte l’eco dei fatti avvenuti a Santa Maria Capua Vetere. C’è chi parla e chi straparla. C’è chi cerca di comprenderne le ragioni e c’è chi ha già condannato, senza la celebrazione di un processo, non solo i protagonisti degli atti di violenza, ma l’intero Corpo di polizia penitenziaria. C’è chi cerca di ricostruire fedelmente i fatti che si sono verificati e c’è li mistifica, con ricostruzioni fantasiose”. Lo sottolinea, in una nota, Giuseppe Moretti, presidente dell’Unione dei Sindacati della Polizia Penitenziaria (USPP) che così replica al video pubblicato nei giorni scorsi dallo scrittore Roberto Saviano con il quale ha espresso il suo commento sulle violenze ai danni dei detenuti perpetrate nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), il 6 aprile 2020. “Saviano, forse, è da troppo tempo lontano dai nostri territori”, dice invece Ciro Auricchio, segretario campano dell’Uspp. “Appare – continua il sindacalista – davvero semplicistica e riduttiva la sua tesi, oltre che denigratoria di un Corpo di Polizia che, invece, diversamente da quanto affermato, per troppo tempo, nell’ombra, ha dovuto gestire quasi esclusivamente le tensioni derivanti dal fallimento delle politiche sociali e del lavoro, oltre che le criticità del sistema penitenziario, operando ogni giorno, tra mille difficoltà, per assicurare l’ordine e la sicurezza, anche attraverso il contrasto della legge del più forte, espressione di una logica mafiosa che certamente non appartiene alla stragrande maggioranza delle donne e degli uomini di Polizia Penitenziaria”. “Tra i tanti interventi romanzati, ad esempio, – continua la nota dell’Uspp- ascoltiamo quello pubblicato su YouTube dallo scrittore Saviano e restiamo sbalorditi della sua chiave di lettura e delle conclusioni a cui perviene. Ci lascia esterrefatti la disinvoltura con cui sostiene che tra i detenuti fatti oggetto di violenze ‘non c’e’ nemmeno un camorristà, spiegando questa circostanza come se ci fosse una sorta di divieto a intervenire duramente contro un affiliato perché ‘dagli affiliati si ricevono regalie’, oltre che minacce alla propria incolumità e a quella dei propri familiari”. L’Uspp chiede al Ministro della Giustizia Marta Cartabia “di intervenire energicamente a tutela dell’immagine dei 37.000 poliziotti penitenziari, che ogni giorno lavorano nelle carceri italiane con professionalità e zelo”. “Speriamo che anche le parole del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, – conclude Moretti – siano un monito per la stampa”

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