Cardarelli, la Cgil: Pazienti sulle barelle, oltre settanta in attesa di ricovero

13

“Al Cardarelli, dopo il trasferimento dei pazienti presso altre strutture ospedaliere della zona collinare e la chiusura di uno dei due reparti Covid con utilizzo dei posti disponibili per il ricovero dei pazienti in Pronto Soccorso/Osservazione Breve Intensiva sembra che la situazione sia migliorata, anche se continuano a persistere in barella tra i 70 e gli 80 pazienti in attesa di ricovero presso l’area critica di emergenza”. E’ quanto si legge in una nota della Funzione Pubblica Cgil Area Metropolitana di Napoli. “E’ doveroso, a questo punto – afferma la Fp – che la Direzione Strategica Aziendale si faccia carico di accertare le responsabilità interne in merito a carenze organizzative e gestionali e assuma i conseguenti provvedimenti. La principale criticità di tutti i Pronto Soccorso dell’area metropolitana di Napoli, oltre l’elevato numero di accessi e la carente dotazione organica del comparto e della dirigenza, è rappresentata dal cosiddetto ‘boarding’, vale a dire dalla prolungata permanenza dei pazienti in barella in attesa di ricovero con conseguente sovraffollamento, causata dalla incapacità dei reparti di accogliere i pazienti per mancanza di posti letto disponibili”.
“Questo fenomeno – secondo la Fp Cgil di Napoli – è il risultato del taglio progressivo e costante, nel corso degli ultimi due decenni, dei posti letto ospedalieri, ma anche della organizzazione interna agli ospedali che continua a considerare l’area critica di emergenza, comprendente Pronto Soccorso e Osservazione Breve Intensiva, come un corpo avulso dal resto dell’ospedale. Come più volte rappresentato in numerose interlocuzioni non sono i medici dei reparti che vanno mandati in Pronto Soccorso a sostituire quelli che vanno via, ma sono i pazienti che vanno portati nei reparti. Ogni altra soluzione è destinata solo ad avvitare l’attuale criticità fino ad un punto di non ritorno”. “E’ necessario – secondo la Fp Cgil di Napoli – garantire una adeguata dotazione organica in rapporto al carico di lavoro che, necessariamente, deve prevedere la stabilizzazione di tutti i lavoratori con contratto di lavoro precario che nel corso di questi anni hanno garantito i servizi, i Livelli Essenziali di Assistenza e una risposta efficare alla pandemia da Covid-19. Bisogna riaffermare il diritto alla salute dei pazienti e il diritto ad un lavoro dignitoso dei professionisti dell’emergenza, del comparto e della dirigenza”.
“La Fp Cgil, nell’immediatezza degli eventi succedutesi a fine aprile – conclude il comunicato – ha inviato una richiesta ufficiale di incontro al Prefetto di NapoliI, al Presidente della Giunta Regionale ed al Direttore Generale del Cardarelli. Notizie informali preannunciano a breve una convocazione congiunta Regione e Prefettura, mentre si è ancora in attesa di riscontro da parte della Direzione Strategica Aziendale. Il tempo delle parole è terminato, bisogna intervenire con urgenza, lo chiedono le lavoratrici e i lavoratori del Servizio Sanitario Regionale della Campania, ma soprattutto lo chiedono i cittadini che stanno sperimentando sulla propria pelle la negazione del diritto costituzionale alla salute”.