Cardiochirurgia a Salerno:
doppio intervento da record

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Un primato tutto campano quello raggiunto dall’équipe cardiochirurgica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona: un rarissimo intervento che, per la prima Un primato tutto campano quello raggiunto dall’équipe cardiochirurgica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona: un rarissimo intervento che, per la prima volta al mondo, ha portato a termine contestualmente un reimpianto della valvola aortica secondo David e un impianto di protesi trans ventricolare in posizione polmonare. Il traguardo porta la firma di Giuseppe Di Benedetto, primario della Divisione di Cardiochirurgia del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Con lui, in sala operatoria, Severino Iesu, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia d’urgenza; Antonio Panza, dirigente medico e specialista in Cardioangiochirurgia; Carmela D’Auria, anestesista. Il paziente, Domenico Bisaccia, ha 31 anni: è nato a Potenza, ma la sua famiglia lavora a Salerno e qui studia Medicina. Aveva pochi mesi di vita quando Di Benedetto effettuò il primo intervento al San Carlo di Potenza. Pochi anni dopo, il primario esegue sul bambino una correzione radicale della cardiopatia congenita di cui soffre. La patologia è seria: si chiama tetralogia di Fallot e si sviluppa quando la parte superiore e quella inferiore del cuore non combaciano provocando una ostruzione all’efflusso verso l’arteria polmonare. L’intervento riesce e per 25 anni il giovane potentino non riscontra problemi fino a che non si verificano una insufficienza della valvola aortica, un aneurisma della aorta ascendente e grave insufficienza della valvola polmonare. “Dopo aver girato molte cardiochirurgie in tutta Italia – spiega Di Benedetto – al ragazzo era stata prospettata un’unica soluzione: la sostituzione di entrambe le valvole. Il che, in sintesi, vuol dire terapia di anticoagulanti a vita. La sua tenacia ha incontrato la mia idea: quella di riuscire a reimpiantare la sua valvola aortica e iniettare una protesi biologica di ultimissima generazione per la valvola polmonare”. L’intervento dura sei ore e riesce perfettamente: il 31enne, a venti giorni dall’operazione, sta bene e presto tornerà a una vita del tutto normale, senza necessità di anticoagulanti. “L’unicità dell’intervento sta nell’aver effettuato questi due interventi insieme e sullo stesso paziente”, precisa Di Benedetto. E per il giovane si prospetta un lungo futuro da medico. Il suo sogno, naturalmente, è fare il cardiochirurgo.