Mara Carfagna: Il Governo non lascerà sola Napoli. Recovery, soldi e tecnici per i sindaci del Mezzogiorno

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in foto Mara Carfagna

“L’allarme lanciato da Manfredi è un allarme rispetto al quale il Governo non è insensibile. Siamo consapevoli delle criticità sollevate dai Comuni, siamo già al lavoro per risolverle, laddove dovessero emergere ulteriori esigenze naturalmente siamo pronti a intervenire”. Lo ha detto il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, a Napoli per “Casa Corriere”. Commentando il grido d’allarme lanciato dal sindaco di Napoli sulla difficoltà di molti Comuni soprattutto del Sud di intercettare i fondi del Pnrr, Carfagna ha spiegato: “Manfredi ha posto una questione che è all’attenzione del Governo fin dal suo insediamento, cioè la necessità di rendere le pubbliche amministrazioni tutte, in particolare quelle del Mezzogiorno, strutturate in maniera tale da consentire loro di assorbire i fondi del Pnrr ma anche i fondi nazionail ed europei per la coesione. E’ tanta l’attenzione del Governo su questo tema che, prima ancora di consegnare il Pnrr in Europa, già a fine marzo con il ministro Brunetta abbiamo pubblicato un avviso pubblico per 2.800 tecnici ed esperti proprio per irrobustire le pubbliche amministrazioni del Mezzogiorno. Questo bando ha consentito di selezionare quasi 800 profili. E’ stato pubblicato nei giorni scorsi un ulteriore avviso pubblico per coprire le posizioni mancanti e abbiamo anche istituito un fondo per aiutare non solo i piccoli Comuni con popolazione al di sotto dei 30mila abitanti, ma anche le Province e le Città metropolitane del Sud a dotarsi di un parco progetti necessario per accedere ai fondi del Pnrr”.
“La presa di posizione dei sindaci segna una positiva evoluzione del dibattito: dalla rivendicazione, a prescindere, di una maggiore quantità di fondi, alla consapevolezza che il vero problema non è il “quanto” ma il “come”. Ho spiegato per mesi che la quota del 40 per cento del Pnrr era oggettivamente il massimo che si potesse sperare di assorbire sui territori meridionali in cinque anni: l’attuale riflessione dei sindaci conferma questa mia convinzione e consente un confronto più realistico sul sostegno da dare alle amministrazioni, sul quale sono già attivate diverse iniziative”. Mara Carfagna risponde così invece, su Repubblica , all’allarme lanciato dalle regioni del Sud, che senza le competenze necessarie rischiano di non essere in grado di utilizzare i fondi del Pnrr. “I sindaci pongono all’attenzione un tema vero: come spendere i tanti soldi che il Sud ha a disposizione per i prossimi anni. Vanno ascoltati. Le rivolte – aggiunge – di solito, nascono quando manca il pane, non quando il pane c’è e il problema è cuocerlo. Non siamo certo sordi all’allarme dei sindaci. In poco più di otto mesi di governo ho avviato un’interlocuzione positiva con tutte o quasi tutte le amministrazioni meridionali sulle difficoltà legate a singoli interventi, anche esterni al Pnrr”. “La prima tornata del Concorso Sud – dice Carfagna – ha consentito di selezionare 775 tecnici e le procedure finalizzate alle assunzioni sono in corso. Il secondo bando, che prevede una maggiore apertura ai giovani professionisti, è già aperto e va a scadenza il 15 novembre: selezionerà in tempi brevi altre 2022 risorse tecniche. E poi c’è il fondo in favore di Regioni ed enti locali per il conferimento di incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti: il 40 per cento, 128 milioni circa in quattro anni, andrà al Sud. Ma lo stanziamento principale riguarda i fondi per la progettazione: 161 milioni a disposizione di piccoli Comuni, aree interne, province e Città metropolitane del Sud per dotarsi di un parco progetti affidandosi a professionisti privati. Una città come Napoli avrà a disposizione circa un milione di euro. Ovvio che tutto ciò non è sufficiente a colmare i vuoti d’organico accumulati negli anni dai Comuni, ma stiamo cercando di fare il massimo per attivare un circuito virtuoso tra progettazione, investimenti, ricadute sul territorio”.
Continueremo nel rafforzamento degli enti locali – prosegue la ministra – I miei uffici stanno lavorando nell’ambito dei Fondi europei a un progetto che individuerà risorse da destinare a un ulteriore potenziamento degli organici in tempi brevi. Nei casi estremi, se e dove non si riuscisse comunque a rispettare i tempi, un elemento importante della rete di sicurezza che abbiamo già attivato saranno i poteri di affiancamento, o addirittura sostituzione, affidati alla Cabina di regia del Pnrr. Se rischiamo di perdere le risorse europee e di allargare il divario tra Nord e Sud? Non possiamo permettercelo e non succederà – afferma – Il governo ha cercato di ridurre il rischio al minimo: per azzerarlo servirà il contributo di tutti, la leale collaborazione nel tempo tra istituzioni del territorio e soprattutto la fine della conflittualità tra soggetti pubblici diversi. Se vinciamo la sfida, la vinciamo tutti insieme. Se la perdiamo, non sarà possibile il vecchio scaricabarile all’italiana: dovremo risponderne tutti ai cittadini meridionali”.