Carnevale (Samas): ‘Trading è attività imprenditoriale, serve formazione”

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Roma, 31 gen. (Labitalia) – “C’è il rischio che l’utente, attirato dal guadagno ‘veloce’, venga coinvolto da decine di brokers, spesso nemmeno autorizzati, a compiere centinaia di eseguiti, che, oltre alla possibilità, ben remota, di guadagno, danno anche quel pizzico di adrenalina che porta il trading ad avvicinarsi al gioco d’azzardo. Ci si ritrova ben presto nel vortice della ludopatia, la malattia del gioco. Allora, il miglior modo per non cadere in questa trappola è cambiare la propria visione del trading: non è un gioco da Casinò, ma una vera e propria attività imprenditoriale. Come tale, deve essere iniziata solo dopo un conoscenza approfondita di tutte le dinamiche che muovono i mercati finanziari e una consapevolezza dei propri limiti economici ad intraprendere tale iniziativa piena di rischi”. Ad affermarlo Antonio Carnevale, ex tesoriere di Deutsche Bank Spa e fondatore di Samas, prima società italiana specializzata nella formazione finanziaria delle metodologie utilizzate dai trader professionisti.

“Pertanto, è necessario approcciarsi alla materia – avverte – in modo serio e professionale. Solo in questo modo si sarà totalmente immuni dal desiderio di scommettere per arricchirsi velocemente. In Samas aiutiamo ogni giorno traders insoddisfatti dall’analisi tecnica, incapaci di gestire la propria emotività e frustrati dalle continue perdite di denaro, affinché possano avere la possibilità di essere finalmente profittevoli, autonomi ed economicamente sereni”.

“Dalla mia esperienza come tesoriere in Deutsche Bank Spa, ritengo che il ‘metodo della grandi banche d’affari’, cioè l’attività di trading vista come un processo imprenditoriale che segue un ben definito piano di trading come qualsiasi business plan di un’azienda che ha ambizioni di crescita, sia l’unico modo per avere successo nel lungo periodo. Perciò, in Samas, insegniamo alle persone come replicare tali strategie nella loro specifica realtà, qualunque sia la dimensione del proprio conto e soprattutto qualunque sia il loro livello formativo attuale”, conclude Carnevale.