Caro Draghi, prima vengono i poveri. E’ l’ora di avviare un reale processo di umanizzazione della società

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MARIO DRAGHI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINSTRI URSULA VON DER LEYER PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

di Biagio Maimone

Il Governo non può eludere la necessità di destinare, in via prioritaria, sostegni economici anche ai cittadini più poveri, tra cui si annoverano anche gli anziani indigenti e coloro che, ogni giorno, si mettono in fila per ricevere il pasto quotidiano da chi fa beneficenza.
In seguito alle chiusure necessarie per fronteggiare la pandemia i poveri sono aumentati. Su tale drammatica realtà occorre incisivamente intervenire.
Noi chiediamo, pertanto, che siano i più deboli fisicamente e socialmente a ricevere, per primi, l’adeguato aiuto economico da parte del Governo. La popolazione povera non può essere subalterna ai ricchi che posseggono, rispetto ai poveri, i mezzi per difendersi dalla crisi causata dalla pandemia.
Prima il popolo e poi le classi agiate, che, in misura diversa, senza dubbio, sono state danneggiate dalle conseguenze della pandemia.
Il popolo, da sempre, crea benessere per i ricchi e, se il popolo sta male, anche i ricchi stanno male.
Nel nuovo mondo, che sta facendosi strada dopo la tragica esperienza della pandemia, il progetto da realizzare, in prima istanza, è la progressiva eliminazione della povertà, che dovrà divenire solo un triste e lontano ricordo, perché se vi sarà povertà è certo che vi sarà degrado e dal degrado all’insorgere delle malattie infettive il passo è davvero molto breve.
Draghi ha il compito primario di iniziare a porre le basi, in modo concreto e pragmatico, per un reale processo di umanizzazione della società, proprio in quanto è un processo inevitabile affinché si evitino nuove e disastrose pandemie. La parità sociale, economica e la rivoluzione “verde” sono processi inevitabili.
Sappiamo che tale verità non sfugge certamente all’illustre ed intelligente Draghi. Non a caso gli è stato affidato il compito gravoso di tenere in mano le redini della rinascita del nostro Paese, in collegamento con tutti i Paesi del mondo.
Noi che aspiriamo ad una nuova democrazia ci prefiggiamo l’obiettivo di essere la voce di tutti i cittadini e, pertanto, ribadiamo il desiderio del popolo italiano di essere destinatario di un progetto di vita che crei un contesto socio-economico e morale, in cui ognuno possa vivere pienamente i propri indiscutibili diritti sociali, umani, economici e di emancipazione culturale, tra i quali spicca il diritto di vedere tutelato ed amato l’ecosistema, facendo vivere un’economia “green”, tale perché divenuta “Economia dal Volto Umano” .
Stare bene di salute significa, indiscutibilmente, stare bene socialmente ed economicamente. Non vi è deroga a tale ineludibile presupposto!
La verità storica, negata dall’egoismo di pochi, ora può trovare il suo spazio vitale proprio in quanto non si può più negare che la giustizia sociale è fonte di vita e che, per tale ragione, se elusa, porta alle malattie che distruggono il contesto nel quale viviamo.