Caro elettricità, Visconti (Ficei): Con un mercato unico dell’energia risparmi fino al 35%

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in foto Antonio Visconti

“Il costo dell’energia per l’industria italiana è ormai fuori scala rispetto ai nostri concorrenti europei. Oggi un’azienda che produce in Italia paga l’elettricità all’ingrosso molto più di chi opera in Spagna, Francia o Germania, con un evidente effetto distorsivo sulla competitività”, afferma Antonio Visconti, presidente della Ficei (Federazione italiana dei consorzi industriali) e del consorzio Asi Salerno.

Differenziale record: +35 €/MWh rispetto alla Spagna

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi Ficei, a ottobre 2025 il prezzo medio dell’elettricità all’ingrosso in Italia ha toccato i 111 €/MWh, mentre in Spagna si è fermato a circa 76 €/MWh.
“Parliamo di un differenziale vicino ai 35 €/MWh, ovvero un costo che in Spagna risulta mediamente inferiore di circa un terzo rispetto a quello sostenuto dalle imprese italiane”, spiega Visconti.

“Con un mercato unico integrato, risparmi fino al 35%”

Il presidente Ficei sottolinea il nodo dell’integrazione europea: “Se avessimo un mercato unico dell’energia realmente integrato, il sistema produttivo nazionale potrebbe beneficiare di un risparmio potenziale nell’ordine del 30-35%. Un consorzio industriale che consuma 100 GWh all’anno vedrebbe una riduzione della spesa fino a 3-4 milioni di euro”. Risorse che, aggiunge, potrebbero essere reinvestite in innovazione, infrastrutture e sviluppo.

Un problema strutturale, non episodico

Il divario tra Italia e Spagna non è un episodio isolato: nel 2024 i prezzi italiani sono rimasti stabilmente superiori a quelli iberici e i primi mesi del 2025 hanno confermato la tendenza.
“La nostra industria parte ogni giorno con un handicap pesantissimo, che va ben oltre la normale dinamica di mercato”, osserva Visconti.

L’appello a Bruxelles: “Accelerare sul mercato unico dell’energia”

“Mi auguro che l’Europa acceleri davvero verso un mercato unico dell’energia, non solo sulla carta ma nelle infrastrutture e nelle regole. Senza questa integrazione, il rischio è che gli investimenti industriali seguano semplicemente il costo dell’energia, spostandosi dove le bollette sono più leggere”, avverte il presidente Ficei.

In attesa del decreto energia: “Servono scelte rapide”

Guardando all’Italia, Visconti attende il nuovo decreto energia:
“Ci aspettiamo interventi rapidi e incisivi su tre fronti: riduzione strutturale del differenziale con l’Europa, sostegno agli investimenti in autoproduzione e rinnovabili nelle aree industriali, semplificazione delle autorizzazioni. Ogni mese di ritardo significa milioni di euro di costi aggiuntivi per le imprese”.

“L’energia non è un dettaglio, ma la condizione base per difendere la manifattura”

Il presidente chiude senza fronzoli:
“L’energia non è una voce qualsiasi del conto economico, ma la condizione di base per mantenere in Italia la manifattura. Senza mercato unico europeo e senza interventi nazionali tempestivi rischiamo di vedere crescere i debiti e diminuire le fabbriche. È il momento di passare dagli annunci alle decisioni”.