Caro energia, Sos delle imprese: Per il 2022 costi fino a 37 mld. Vito Grassi (Graded) al Tg5: A rischio intere filiere

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in foto Vito Grassi (Imagoeconomica)

Le stime del costo dell’energia per le imprese per il 2022 arrivano fino a 37 miliardi di euro. Quasi il doppio di quelli del 2021, pari a 20 miliardi di euro, quando si era già registrata un’impennata considerando gli 8 miliardi del 2019. A lanciare l’allarme è Aurelio Regina, delegato per l’energia del presidente di Confindustria nazionale Carlo Bonomi. Secondo Regina “è come avere scaricato l’intero costo della finanziaria sul sistema industriale. Il tema del caro-energia andrebbe trattato “al pari del tema della pandemia. Il paese deve assumersi la responsabilità di mettere in piedi una visione strategica di medio e lungo periodo perché il problema è strutturale e il costo rimarrà alto anche in futuro”, aggiunge Regina. “Il prezzo del gas sta mettendo a dura prova l’industria italiana che si vedrà costretta a caricare il maggiore costo sul prodotto finito – gli fa eco il vicepresidente di Confindustria Vito Grassi, ad di Graded, azienda napoletana del settore energetico, intervistato qualche giorno fa al Tg5 -. Senza contare, inoltre, il rischio reale di chiusura di interi cicli produttivi e di ricorso alla cassa integrazione”.
Si leva un grido d’allarme anche dal settore agricolo, rappresentato da Coldiretti. Il costo dell’energia spegne le serre di ortaggi e fiori e mette a rischio le attività agricole nei campi. “Si riflette in tutta la filiera agroalimentare e riguarda anche la trasformazione, la distribuzione e i trasporti”.

Intanto il governo starebbe mettendo a punto ulteriori misure dirette ad attenuare l’impatto del caro-bollette su famiglie e imprese, dopo aver inserito nella legge di Bilancio solamente interventi per calmierare i costi per le utenze private. Proprio ieri si è tenuta una riunione tecnica del governo per studiare un nuovo pacchetto energia. Sotto esame il documento contenente le 10 proposte del ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani, che dovrebbe servire come base per un decreto legge atteso per la fine del mese.