Caro-gasolio, Cgia: per i mezzi pesanti spese in crescita di 8.600 euro l’anno

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(foto da Pixabay)

L’aumento del gasolio per autotrazione, in un anno passato da 1,35 a 1,65 euro al litro (+22,3%) ha portato il costo del pieno per un mezzo pesante di oltre 11 tonnellate a salire di 150 euro. Alla luce del fatto che un Tir percorre mediamente 100 mila chilometri all’anno e consuma 3,5 litri circa al chilometro, rispetto a 12 mesi fa un autotrasportatore ha subito un incremento di costo di quasi 8.600 euro per ogni automezzo.
Questa la stima elaborata dall’Ufficio studi della Cgia che calcola come grazie a questi aumento l’Erario nel 2021 abbia incassato un extra-gettito da 1 miliardo di euro in più. Un “tesoretto” possibile considerato che lo Stato, applica sulla base imponibile dei carburanti l’Iva al 22%. Ma anche, denuncia la Cgia,”un tipico esempio di doppia tassazione, ovvero di ‘tassa sulle tasse’ “, ovvero di chiedere al Governo di restituire il tutto agli autotrasportatori, ea chi utilizza quotidianamente un autoveicolo per ragioni professionali (agenti di commercio, ecc.), aumentando, ad esempio, il credito di imposta sui carburanti che viene loro riconosciuto, ad oggi, solo trimestralmente.
Considerato dunque, prosegue lo studio della Cgia, che in Italia il 70% circa delle merci viaggia su gomma e che l’89% del traffico merci su strada è ad appannaggio del trasporto nazionale, nell’ultimo anno, sulle principali tratte autostradali, un tir di portata superiore alle 11 tonnellate per percorrere la Venezia-Torino ha subito un incremento di costo, rispetto a un anno fa, di 69 euro. Sulla Milano-Roma, la Bologna-Napoli e la Roma-Trento, invece, il rincaro, stima ancora Cgia, si aggira attorno ai 100 euro. Sulla Reggio Calabria-Roma e la Genova-Bari, infine, gli aumenti per ogni veicolo sono rispettivamente di 120 e di 156 euro. Secondo le ultime statistiche disponibili del Centro di Elaborazione Dati del Ministero delle Infrastrutture, il numero di imprese di autotrasporto presenti in Italia è pari a 98.5174. Ed è la Lombardia la realtà territoriale che presenta il numero più elevato: 14.131. Seguono l’Emilia Romagna (10.532), la Campania (9.436), il Veneto (9.171) e il Lazio (8.937) (vedi Tab. 5). A livello provinciale, invece, è Roma a registrare il numero più importante: 6.199. Seguono Napoli (4.502), Milano (4.000), Torino (2.962), Palermo (2.494), Bari (2.396), Salerno (2.393), Bologna (2.371) e Brescia (2.163).