CARtoALL, la prima immunoterapia italiana mirata sui tumori rari del sangue

All’orizzonte la prima immunoterapia Car-T italiana mirata su tumori rari del sangue ancora orfani di cura. L’Agenzia italiana del farmaco Aifa finanzia lo studio multicentrico CARtoALL coordinato da università di Pisa e azienda ospedaliero-universitaria pisana, condotto insieme all’Irccs Istituto romagnolo per lo studio dei tumori ‘Dino Amadori’ di Meldola (Forlì-Cesena) e all‘università di Bologna. Obiettivo: sviluppare Car-T-One, una Car-T per la cura della leucemia linfoblastica acuta T e dei linfomi periferici a cellule T recidivati o refrattari. “In entrambi i casi – spiega una nota diffusa da Aoup e Irccs Irst di Meldola – si parla di tumori rari del sangue e del sistema linfatico altamente aggressivi, dovuti alla crescita anomala e incontrollata dei linfociti T, i globuli bianchi deputati alla difesa immunitaria”.
Il progetto, sostenuto dall’Aifa nell’ambito del Bando 2025 per le malattie rare, punta a “una nuova terapia cellulare Car-T specificamente progettata per queste due patologie, per le quali le opzioni terapeutiche sono ancora estremamente limitate. Nei pazienti che ricontraggono la malattia dopo le terapie convenzionali o il trapianto allogenico, la prognosi rimane infatti particolarmente sfavorevole”. Il gruppo di ricerca è coordinato da Sara Galimberti, professoressa ordinaria di Ematologia di UniPi e direttrice dell’Unità operativa di Ematologia di Aoup, e sarà svolto in collaborazione con Giovanni Martinelli, professore associato di Ematologia all’università di Bologna e responsabile dello studio per UniBo, e Massimiliano Mazza, responsabile per l’Irccs Irst e docente a contratto all’università di Urbino. “Un team che si avvale di competenze di eccellenza nel campo dell’ematologia, della terapia cellulare e della ricerca traslazionale”, si sottolinea nella nota. Lo studio – si legge – nasce da anni di ricerca preclinica condotta dal gruppo ‘Adoptive Car-T cell platform’, coordinato da Mazza, Anna De Lucia e Fabio Nicolini all’Irst, dove è stata sviluppata un’innovativa Car-T diretta contro il bersaglio Trbc1, una proteina presente sulle cellule tumorali nel 40% delle neoplasie T. 
Questa strategia permette di colpire le cellule maligne preservando una parte significativa del normale sistema immunitario, superando uno dei principali ostacoli che finora hanno limitato lo sviluppo delle Car-T nelle neoplasie a cellule T.
“I risultati ottenuti nei modelli sperimentali in vitro e in vivo sono estremamente promettenti”, afferma Mazza. “Car-T-One ha dimostrato una potente attività antitumorale – riferisce – inducendo remissioni complete e durature e mostrando un profilo di sicurezza favorevole, elementi che hanno posto le basi per il passaggio alla sperimentazione clinica”. Il finanziamento Aifa consentirà di completare la validazione del prodotto cellulare, predisporre il dossier regolatorio e avviare uno studio clinico di fase 1 che coinvolgerà pazienti in carico a Pisa, con la produzione delle cellule Car-T nella Cell Factory dell’Irccs Irst di Meldola. “Questo finanziamento – commenta Galimberti – rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto negli ultimi anni e dimostra come la collaborazione tra ricerca di base, ricerca traslazionale e attività clinica possa generare innovazione concreta per i pazienti con malattie rare. L’obiettivo è offrire una nuova possibilità terapeutica a pazienti che oggi dispongono di opzioni molto limitate, sviluppando una Car-T interamente accademica prodotta nell’ambito del Servizio sanitario nazionale”.