Casa: con ‘YouKondoWay’ svelato livello di benessere del condominio 

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Roma, 25 ott. (Labitalia) – Un condominio di classe A, B, C, D, E o F. Non dal punto di vista energetico, cui siamo già abituati da tempo, bensì della sua vivibilità, del grado di felicità complessiva, che riguarda anche i rapporti tra vicini. Una vera e propria certificazione della qualità della vita condominiale a tutto tondo. È questa la rivoluzione in tema casa proposta dalla startup italiana YouKondo, che lancia sul mercato il primo sistema di certificazione condominiale che mette il condòmino al centro. Il sistema ‘YouKondoWay’, infatti, segue un preciso standard proprietario per la certificazione della qualità di vita in un condominio, basato su 150 parametri. Mira, dunque, a classificare il cosiddetto stato ‘condosociale’: un livello di benessere globale che, attraverso l’impiego del sistema stesso, si punta a incrementare.

In questo modo è possibile orientare con più efficacia il futuro proprietario o inquilino nella scelta della propria casa (permettendogli di consultare autonomamente lo stato ‘condosociale’ o rating che è stato attribuito ad uno specifico condominio, con la relativa recensione).

Inoltre, attraverso l’applicazione per smartphone, è possibile facilitare di molto la vita nel condominio stesso e la gestione delle relazioni tra inquilini; il tutto senza dover necessariamente attendere le assemblee o ricorrere ogni volta all’intervento dell’amministratore (che potrà dunque concentrarsi su questioni gestionali più attinenti al suo ruolo).

Come nasce il sistema di certificazione condominiale YouKondo? “Prima di provare un nuovo ristorante siamo ormai abituati a consultare su Google o su siti e app specializzati le recensioni dei clienti che vi hanno cenato prima di noi. Ma quando compriamo una casa, nella quale vivremo per 20, 30 anni, se non per tutta la vita, quale strumento abbiamo?”, racconta Roberto Fiamingo, ad e fondatore di YouKondo srl.

Secondo Fiamingo, “il condominio è una vera e propria comunità, con tutte le dinamiche che per natura la caratterizzano”. “In essa – prosegue – si possono creare circoli virtuosi o viziosi, riservando gioie e dolori. A confermarlo anche le nostre indagini, che raccolgono le confidenze di circa 500 condòmini sulla convivenza ravvicinata (e forzata). Relazioni delicate, che portano spesso a un senso di frustrazione: il più delle volte ci si adegua a malincuore a decisioni prese da altri, pensando di non avere spazio per esprimere i propri bisogni”.

Per Fiamingo, “oltre a darci una visione della qualità di vita in un condominio, un sistema di certificazione condominiale tende a promuovere comportamenti più civili, i rapporti tra inquilini migliorano, lo stato ‘condosociale’ cresce e di conseguenza sale anche il valore di mercato dell’immobile”. “Conviene dunque ai proprietari di casa come a chi ci vive. E tutto ciò non è limitato ai centri cittadini, che godono di un più favorevole contesto esterno: possiamo trovare un condominio di classe A anche nelle estreme periferie”, conclude.

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