Casa Italia, Gentiloni annuncia investimenti per 25 milioni

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“In questa Italia della fragile bellezza non c’è contraddizione tra conservazione e cambiamento. Anzi la conservazione di qualità è una rivoluzione. Prendersi cura di questa bellezza significa cambiare mentalità e fare un cambiamento rivoluzionario per il nostro futuro. Casa Italia non mette sotto il tappeto le fragilità e la storia, ma accetta la sfida di prendersene cura. È una cosa in cui la scienza, arte e politica possono prendersi per mano”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa su Casa Italia al museo della scienza e della tecnologia.
“Casa Italia è uno dei progetti più ambiziosi che abbiamo al momento con una prospettiva lunga davanti. Non è un progetto vincolato a questa o quella stagione politica”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa sul progetto ‘Casa Italia’ che si è tenuta al museo della Scienza e della Tecnologia. “Le scosse di terremoto che hanno colpito l’Italia – ha proseguito – ci hanno ricordato di come la grande bellezza del nostro Paese sia molto fragile. Ci hanno colpito al cuore perché in quei borghi colpiti c’è un pezzo della storia del nostro Paese. Credo che non dobbiamo nasconderci che la frequenza di queste scosse è una caratteristica che ha reso ancora più grave l’emergenza perché ha inciso nello spirito di chi vive in quelle zone. Alle popolazioni colpite pensiamo quando ragioniamo di questi progetti strategici sapendo che la fiducia e la speranza tra loro non è mai venuta meno. Io sono andato diverse volte a visitarle, c’è una loro volontà su cui possiamo fare leva”. Il premier ha poi citato la poesia di Gianni Rodari “Dopo il terremoto” che – ha detto – “ci dà il senso di uno spirito che io ho visto all’opera”.
“Gli edifici che saranno scelti per la sperimentazione saranno “di proprietà pubblica con destinazione residenziale”. Si tratta di luoghi diffusi su tutto l’arco appenninico perché “se parliamo di vulnerabilità delle case non possiamo decidere centralmente cosa fare, ma agevolare coinvolgimento ampio”. L’obiettivo è creare “una medicina per i singoli edifici”. “Noi – ha concluso Azzone – crediamo che ci siano le condizioni per andare in questa direzione sia perché abbiamo il sostegno della politica che prima non c’era sia per la tecnologia che permette di fare cose che prima non si potevano fare”.